scompaginate

scompaginate
(Maria Grazia Maiorino n. a Belluno nel 1946)

scompaginate
prendiamole così queste giornate
ognuna portata da un vento diverso
ognuna ricominciata da capo
oggi è un vicino che ti salva
venuto a tagliare l’erba del giardino
ieri era il sogno di tuo padre
per te salito alla guida di un camion
lui che non sapeva guidare
domani saranno gli occhi del tuo cane
sarà un’amica necessaria
sarà un pianto a metterti in subbuglio
sarà un ricordo più forte degli altri
a gridare fin qui

L’uom ch’è facondo

L’uom ch’è facondo
(Saadi Shirazi Shiraz, Iran 1193 – Shiraz, Iran 9/12/1291)

L’uom ch’è facondo, allievo d’un provetto
dottor, medita prima, indi favella.

Nulla dir d’impensato, e non crucciarti di tardiva parola, ove sia bella.

Meditato che avrai, parla, ma cessa,
cessa prima che alcun: Basta! ti dica.

Supera i bruti l’uom per la parola,
ma ti supera il bruto ove non giusta ti suoni sulle labbra essa parola.

Un sogno

Un sogno
(Edgar Allan Poe Boston, Massachusetts, USA 19/1/1809 – Baltimora, Maryland, USA 7/10/1849)

In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie –
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m’ha lasciato col cuore implacato.

Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d’intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

Quel sogno beato – quel sogno beato,
mentre il mondo intero m’era avverso,
m’ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso.

E benché quella luce in tempestose notti
così tremolasse di lontano –
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?

Dello stesso autore: I miei incantesimi sono infrantiIl corvo

Spesso la notte faccio simili pensieri

Spesso la notte faccio simili pensieri
(Silvia Caratti n. a Cuneo a il 18/1/1972)

Spesso la notte faccio simili pensieri
quando lieve tu mi dormi accanto
mi domando cosa ci leghi
all’ultimo pianeta
o se l’universo produca un suono
o se il tempo non sia un imbroglio
e in realtà noi ci dobbiamo ancora amare.

Io so che tutte le domande hanno un nome.

(Da: La trama dei metalli)

Prima che il vento

Prima che il vento
(Dante Maffia n. a Roseto Capo Spulico, CS il 17/1/1946)

Prima che si svegliasse il vento
e le nuvole
imparassero a camminare.
Prima della forma e della voce
tu c’eri.

È per te che ho scritto ogni poesia
per te che sono sceso a patti
con la morte e con la vita,
per te ho imparato l’allegria.

Dello stesso autore: Anche quando lo dici per scherzareChe cosa non dareiChissà perché ti amoDall’altra rivaI marinai sognanoIl disastro degli addii

Le porte del mondo non sanno

Le porte del mondo non sanno
(Sandro Penna Perugia 12/6/1906 – Roma 21/1/1977)

Le porte del mondo non sanno
che fuori la pioggia le cerca.
Le cerca. Le cerca. Paziente
si perde, ritorna. La luce
non sa della pioggia. La pioggia
non sa della luce. Le porte,
le porte del mondo sono chiuse:
serrate alla pioggia,
serrate alla luce.

Dello stesso autore: Era il settembreEra la mia città, la città vuotaFavolaI pini solitari lungo il mareIl cielo è vuotoIl mio amoreLa vita… è ricordarsi di un risveglioLe stelle sono immobili nel cieloMi adagio nel mattinoNell’alto arido eremoPaesaggioNotte bellaSe la notte d’estate…Se la vita sapesse

Una poesia (CXV)

Una poesia (CXV)
(Helle Busacca San Piero Patti, ME 21/12/1915 – Firenze 15/1/1996)

theory of probability
filosofia della matematica
ipotesi problemi nessi funzioni
l’atomo di elio di idrogeno
i quanta plasma phisics
nucleon photon neutron x
rays spectra hig energy accelerators
l’atomo nella chimica nella fisica
nella biochimica
è
troppo tardi per imparare,
e intendere le frasi sottolineate
nei tuoi libri meravigliosi;
ma i vocaboli, certi vocaboli,
ed ecco, tu cercavi ciò che io ho cercato.
Meccanica ottica acustica
cibernetica interazioni,
e poi?
Quello che acceca
dalle pagine fulgide di equazioni,
è la figura che scandisce
il limite: sequenze sequenze
di simboli, e, =
a zero, = a
infinito;
e non è facile,
non è davvero facile, nelle pause
sempre più dense sulle tue carte,
spartiti di musiche arcane
crescendi sinfonici, astrali
pianissimi, allegretti, maestosi
andanti, fughe sempre più alte,
rinvenire, – oltre le sudice e grame storie
di maschere su porcini grugni, e l’abbacinato
folgorio di un cuore sulle arse foglie
di centomila stagioni, –
centrare l’autentica e sola ragione
di quel tuo deciso netto mortale,
– e the tao science, e zen buddism
e buddha, sayngs, e the tibetan
book of dead, e aristotele:
“dell’anima” e i “dialoghi dell’amore”,
platone, euripide: “chi è il colpevole,
chi è la vittima?” pindaro, le odi,
erasmo, “la moria”, spinoza,
“etica”. –
di quel tuo affrontarti
“sono ingegnere e devo saper fare
calcoli e previsioni”,
con quel finale
simbolo: zero, o infinito?
Dalle tue carte
risponde, lettere a penna, non più stampate,
una parola:
CATARSI.

Della stessa autrice: Questa mano

Nozze

Nozze
(Saffo Ereso, Isola di Lesbo, Grecia 640 a.C. circa – Leucade, Grecia 570 a.C. circa)

Sposo beato, le nozze dei tuoi sogni
sono compiute. È tua
la fanciulla che ami.

O sposa, tu sei
tutta grazia: i tuoi occhi
son dolci, il bel viso
è tutto amore…

O sposo,
felice sposo,
noi fanciulle canteremo
questa notte,
il tuo amore e la tua sposa
profumata di viola,
canteremo questa notte…

Della stessa autrice: All’amataDicono alcuni sulla nera terraLa cosa più bellaLa dolce melaVorrei veramente essere morta…

Amare

Amare
(Salvador Novo Città del Messico 30/7/1904 – Città del Messico 13/1/1974)

Amare è questo timido silenzio
accanto a te, senza che tu lo sappia,
e ricordare la tua voce quando vai
e sentire il calore del tuo saluto.

Amare è aspettarti
come se fossi parte del tramonto,
né prima né dopo, per restare soli
tra i giochi e i racconti
sulla terra riarsa.

Amare è sentire, quando non ci sei,
il tuo profumo nell’aria che respiro,
e contemplare la stella in cui ti nascondi
quando chiudo la porta della notte.

(Da: Espejo, 1933)

Finché tu esisti

Finché tu esisti
(Ángel González Oviedo, Spagna 6/9/1925 – Madrid, Spagna 12/1/2008)

Finché tu esisti, finché il mio sguardo
ti cerca oltre le colline,
finché nulla
mi riempie il cuore
che non sia la tua immagine, e ci sia
una remota possibilità che sia viva
in qualche luogo, illuminata
da una luce – qualsiasi…

Finché
sento che tu esisti e ti chiami
così, con quel tuo nome
così piccolo,
continuerò come ora,
mia amata,
affranto dalla distanza,
sotto questo amore che cresce e non muore,
sotto questo amore che continua e mai finisce.

Dello stesso autore: Leggo poesie