Difficile da riconoscere, ma era qui

27 gennaio: Il Giorno della Memoria

Difficile da riconoscere, ma era qui
(Claude Lanzmann n. a Bois-Colombes, Francia il 27/11/1925)

Difficile da riconoscere, ma era qui.
Qui bruciavano la gente.
Molta gente è stata bruciata qui.
Si, questo è il luogo.
Nessuno ripartiva mai di qui.
I camion a gas arrivavano là…
C’erano due immensi forni…
e dopo, gettavano i corpi in quei forni,
e le fiamme salivano fino al cielo.
Fino al cielo?
Si.
Era terribile.
Questo non si può raccontare.
Nessuno può immaginare quello che è successo qui.
Impossibile. E nessuno può capirlo.
e anche io, oggi…
Non posso credere di essere qui.
No, questo non posso crederlo.
Qui era sempre così tranquillo. Sempre.
Quando bruciavano ogni giorno duemila persone, ebrei,
era altrettanto tranquillo.
Nessuno gridava. Ognuno faceva il proprio lavoro.
Era silenzioso. Calmo.
Come ora.

0 risposte a “Difficile da riconoscere, ma era qui”

  1. Anch’ io ne ho parlato nel mio post Piero… perchè non si ripeta più…
    Eppure l’ odio continua a imperversare in ogni parte del mondo…
    Una preghiera…

  2.  Un silenzioso abbraccio, Piero … innanzi al dolore io non so usar parole, mi sembrerebbe di "violare" la dignità di quella sofferenza e così preferisco "sentirla" silenziosamente e silenziosamente pregare perché Dio ci consenta sempre di sopportare ogni dolore di cui siamo destinatari nel nostro vivere.
     

  3. Tante sono le guerre nel mondo, tante le tragedie, la distruzione, le morti che continuano a causare. Ma quella è unica nel suo orrore perché lo sterminio fu studiato freddamente e scientificamente a tavolino.

  4. Voi che vivete sicuri
    nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    il cibo caldo e visi amici:
    considerate se questo è un uomo
    che lavora nel fango
    che non conosce pace
    che lotta per mezzo pane
    che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna,
    senza capelli e senza nome
    senza più forza di ricordare
    vuoti gli occhi e freddo il grembo
    come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    stando in casa andando per via,
    coricandovi alzandovi;
    ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    la malattia vi impedisca,
    i vostri nati torcano il viso da voi.
    (Primo Levi, breve testo in versi liberi che apre il romanzo “Se questo è un uomo”. La poesia si intitola “Shemà”, che significa “ascolta”)
    Buona serata Piero !

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