Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco

Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
(Sergej Aleksandrovič Esenin Konstantinovo, Russia 3/10/1895 – Leningrado, Russia 28/12/1925)

Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
verso un paese di silenzio e di quiete:
e presto anch’io dovrò preparare
al viaggio le mie spoglie mortali.

O care foreste di betulle!
E voi campi, sabbie delle pianure!
Davanti a questa folla di emigranti
non riesco a frenare la tristezza.

Forse ho creduto troppo qui nel mondo
a ciò che veste l’anima di carne.
Pace sui pioppi che l’ombrello dei rami
hanno specchiato dentro l’acqua rosa.

Quanti pensieri chiusi nel segreto,
quante canzoni composte a bassa voce:
ma sì, felice sono in questo nero universo
d’ogni respiro, d’ogni cosa vissuta.

Felice di aver baciato le donne,
pestato i fiori, corso nell’erba,
e mai aver battuto sul capo le bestie
nostri fratelli minori.

So bene che laggiù non fioriscono selve
né canta la segale dal collo di cigno:
perciò sempre mi agghiaccia
salutare una folla d’emigranti.

So che là non splendono campi
nella nebbia: e allora con tanta dolcezza
io guardo agli uomini
che vivono con me su questa terra.

Dello stesso autore: Arrivederci, amico mio, arrivederciNon vagheremo più

0 pensieri riguardo “Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco

  1. Bellissima poesia. Sono andata al link di wikipedia, che tu gentilmente inserisci sempre, per vedere di chi si trattava (sono un po’ ignorante) e che cosa poteva aver fatto un ragazzo morto a 30 anni. Mi sono meravigliata: ha vissuto più di altri, mogli, figli, amanti, viaggi, fama, declino… Bellissimo.
    Tante buone cose Gemisto.

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