Terzo mondo nel cielo

  Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Terzo mondo nel cielo
(Vera Lucia De Oliveira n. a Cândido Mota, Brasile il 5/8/1958)

Nel terzo mondo
del cielo
vanno piccole anime
calpestate
vanno bambini
il cui dolore divora l’infanzia
e gli ubriachi del nulla
lavoratori del proprio lutto
affamati di poesia
e pane
ombre lì si sentono
in attesa delle trombe
del giudizio.

Se amando troppo

Se amando troppo
(Dacia Maraini n. a Fiesole, FI 13/11/1936)

Se amando troppo
si finisce
per non amare affatto
io dico che
l’amore è un’amara finzione
quegli occhi a vela
che vanno e vanno
su onde di latte
cosa si nasconde mio dio
dietro quelle palpebre azzurre
un pensiero di fuga
un progetto di sfida
una decisione di possesso?
la nave dalle vele nere
gira ora verso occidente
corre su onde di inchiostro
fra ricci di vento
e gabbiani affamati
so già che su quel ponte
lascerò una scarpa, un dente
e buona parte di me

Della stessa autrice: Donne mieHo sognato di volareIl pudore sociale che tu credi naturaleLe poesie delle donneNon

La tua chioma d’aranci nel vuoto del mondo

La tua chioma d’aranci nel vuoto del mondo
(Paul Éluard Saint-Denis, Francia 14/12/1895 – Charenton-le-Pont, Francia 18/11/1952)

La tua chioma d’aranci nel vuoto del mondo
nel vuoto dei vetri grevi di silenzio
e d’ombra ove le mie mani nude
cercano tutti i tuoi riflessi

Chimerica è la forma del tuo cuore
e al mio desìo perduto l’amore tuo somiglia.
Sospiri d’ambra, sogni, sguardi.

Ma tu sempre con me non sei stata. E la mia
memoria dura oscurata
d’averti vista venire e partire.
Il tempo usa parole come l’amore.

(Trad. di Andrea Zanzotto)

Dello stesso autore: Bella e somiglianteLa tua bocca dalle labbra d’oroLibertàNuschParlarePer vivere quiTi guardo e il sole cresce

Padri

Padri
(Grace Paley New York, USA 11/12/1922 – Thetford Hill, Vermont, USA 22/8/2007)

I padri sono
più paterni
ai giorni nostri ci
sono riusciti
diventando più materni

che gran fortuna per loro l’avvento
del movimento femminista da allora
il sogno di una nuova paternità
ha cominciato a brillare negli occhi
delle donne libere ed è stato
irresistibile

sulle metropolitane di New York
e i mezzi pubblici
di altre città si vedono
paternità di molti colori
con bimbi rotondi sulle
ginocchia può
succedere anche in campagna

queste scene sono state un’eccitante
novità per una vecchia signora che
aveva osservato i padri dei suoi tempi
riuniti ancora una volta nei
loro soliti accampamenti militari e confortevoli
gabinetti di guerra per studiare
la necessaria estirpazione dei
nuovi padri paterni
(che sono i loro figli) così come
delle donne e dei bambini che
senz’altro si ritroveranno fra i piedi

Della stessa autrice: Alternativa episodica del poetaÈ responsabilitàFedeltàGrazie a Dio non c’è nessun Dio

Silenzi

Silenzi
(José Saramago Azinhaga, Portogallo 16/11/1922 – Tías, Spagna 18/6/2010 – Premio Nobel per la letteratura 1998)

Oggi non era giorno di parole,
con mire di poesie o di discorsi,
né c’era strada che fosse nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch’io non posso.

Dello stesso autore: AcquaForse qui nel cuoreIl tempo non s’arresta e poco importaMani puliteNon le acque del mareOceanografiaPassato presente futuroVengano infine

May be

May be
(Giuseppe Conte n. a Porto Maurizio, IM il 15/11/1945)

Una domenica pomeriggio, Herlinde
mi ha telefonato dopo più di un anno
di silenzio, e mi ha chiesto: “Are you
in love?”. Potevo risponderle
che sono continuamente innamorato,
che adoro sempre, che sono
fedele alla dea di Pafos, ad Eros.
Ma lei, cosa voleva sapere?
Perché mi aveva chiesto così?
Ho esitato, ho esitato. Poi
ho dato a lei che non la meritava
la risposta più stupida: “May be”.

Dello stesso autore: Energia mutabile

Scoperta della donna

Scoperta della donna
(
Giuseppe Ungaretti Alessandria d’Egitto 8/2/1888 – Milano 1/6/1970)

Ora la donna mi apparve senza più veli,
in un pudore naturale.
Da quel tempo i suoi gesti, liberi,
sorgenti in una solennità
feconda, mi consacrano all’unica dolcezza reale.
In tale confidenza passo senza stanchezza.
In quest’ora può farsi notte, la chiarezza lunare
avrà le ombre più nude.

Dello stesso autore: FratelliGrecia 1970Il lampo della boccaIn memoriaMattinaNataleNon gridate piùSegreto del poetaSoldatiSono una creaturaTrame lunariUna donna s’alza e canta

Ti amo perché si…

Ti amo perché si…
(Maria Mercè Marçal Ivars d’Urgell, Spagna 13/11/1952 – Barcellona, Spagna 5/7/1998)

   Mano ai remi, ché ho stirpe vagabonda!
                            J. V. FOIX

Ti amo perché sì. Perché il corpo è tiranno.
Perché con gran rumore uscisti dalle onde.
Perché del brullo bosco copristi il tuo capanno
senz’usci o chiavistelli, nel delirio di fronde.
Perché voglio e mi succhia il germe del furore.
Perché l’amor, mietuto, nel mio letto è granato.
Perché porto l’anelito dello scorpione in cuore
che causa la salsedine e il golfo fa increspato.
Perché son troppo fragile per innalzare un muro
alla marea viva che cieca mi sovrasta.
Perché son troppo forte per cedere a un futuro
che segnò, senza me, la pagliuzza nefasta.
Perché non ha né pace né tregua l’acqua fonda
e forte mi decanta di stirpe vagabonda.

Della stessa autrice: Apparecchiare e sparecchiare la tavola

Questo è per te

  Addio a Leonard Cohen

Questo è per te
(Leonard Cohen Montréal, Canada 21/9/1934 – Los Angeles, California, USA 7/11/2016)

Questo è per te
è il mio intero cuore
è il libro che ti avrei letto
quando fossimo stati vecchi
Adesso sono un’ombra
Sono senza pace come un impero
Tu sei la donna
che mi ha reso libero
Ti ho vista guardare la luna
Non hai esitato
ad amarmi con essa
Ti ho vista onorare gli anemoni
colti tra le rocce
mi hai amato con essi
Sulla sabbia liscia
tra i ciottoli e la spiaggia
mi hai accolto nel cerchio
meglio ancora di come si accoglie un ospite
Tutto ciò è accaduto
nella verità del tempo
nella verità della carne
Ti ho vista con un bambino
mi hai portato al suo profumo
e alle sue visioni
senza chiedermi sangue
Su tantissimi tavoli di legno
adornati con cibo e candele
mille sacramenti
che hai portato nel tuo cesto
Ho visitato la mia creta
Ho visitato la mia nascita
fino a quando sono tornato piccolo
ed impaurito abbastanza
da nascere di nuovo
Ti ho voluta per la tua bellezza
mi hai dato più di te stessa
Hai condiviso la tua bellezza
questo è tutto ciò che ho appreso stanotte
mentre ricordo gli specchi
dai quali sei scomparsa
dopo che hai donato loro
ciò che essi ti chiedevano
per la mia iniziazione
Adesso sono un’ombra
desidero ardentemente
giungere alla fine del mio peregrinare
e vado avanti
con l’energia della tua preghiera
e procedo
in direzione della tua preghiera
poiché tu sei inginocchiata
come un mazzolino di fiori
in una grotta di ossa
dietro la mia fronte
e mi muovo in direzione di un amore
che hai sognato per me

Dello stesso autore: Il vero amore non lascia tracce

Risposta della creatura fiabesca

Risposta della creatura fiabesca
(Hans Magnus Enzensberger n. a Kaufbeuren, Germania l’11/11/1929)

Il drago si è congiunto al garofano
per generarti.
In qualche luogo vivi,
dove in marzo l’artiglio spunta
per fiorire,
dove il tuono d’ottobre si fa delicato
e diventa profumo. Chiama!
Voglio venire da te,
dimmi in quale luogo,
perché ci si possa l’un l’altro
interrogare e amare,
gioia senza terrore,
e essere buoni?

In nessun luogo si è buoni!