Il cacciatore di sogni

Il cacciatore di sogni
(Abner Rossi n. a Firenze il 24/11/1946)

Non chiedo spiegazioni, io cerco sogni.

Non darmi mai quello che non vuoi.
Non sei obbligata ad essere diversa
e non ti chiedo nessuna appartenenza,
non voglio darti un ruolo, definirti,
puoi essere te stessa ogni momento,
fare solo la tua vita, andare avanti
senza di me, senza condizioni.

Però, confesso, sono un po’ perplesso
mi sembra contro natura il tuo pensiero:
lo stare insieme senza investimenti,
lo stare insieme provvisoriamente,
senza intenzioni, come fosse niente.

Non vedo intorno a noi qualcosa
che possa vivere da solo, indipendente,
tutto si muove sempre in relazione:
le nuvole si muovono con il vento,
i fiori nascono quando è la stagione,
la notte appare quando parte il giorno,
la luna fa alzare le maree…

Insomma ritmi,
i ritmi di un’immensa relazione
di una interdipendenza musicale.

Perché l’amore, il nostro stare insieme,
essere coppia, scegliersi, vivere in due,
dovrebbe rispondere a dialettiche diverse?

Io non penso che l’amore sia fusione.

Penso che sia uno scorrere continuo,
un fluire reciproco e in ogni direzione,
emozioni che si trasmettono spontanee,
affinità in continua costruzione,
confini che si spostano nel tempo,
intimità, conoscenza, confidenza,
l’assenza di segreti, perenne invenzione.

Ma non posso pensare a noi
come parti diverse di diversi mondi,

come a due isole lontane, diversi continenti,
neppur bagnate dalle stesse acque.

Non penso ad una donna come cosa
e tanto meno a te come mia cosa.
Per me l’amore è altro, è più di questo,
parte della natura, del mondo, della vita,

possibilità che abbiamo sempre in mano,

il limite ultimo per due che stanno insieme,

l’unica verità tra due persone.

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