Non so come dirti

Non so come dirti
(Herberto Hélder Funchal, Portogallo 23/11/1930 – Cascais, Portogallo 23/3/2015)

Non so come dirti che ti cerca la mia voce
e l’attenzione comincia a fiorire, quando avanza
la notte splendida e vasta.
Non so cosa dire, quando a lungo i tuoi polsi
si riempiono di uno stupendo brillare
e ti scuoti come un pensiero appena sovvenuto.
Quando, all’inizio del campo, il grano acerbo
ondula toccato dal presentimento di un tempo distante,
e nella terra che lievita gli uomini intonano la vendemmia
– io non so come dirti che in me cento idee
ti cercano.

Quando le foglie della malinconia si raffreddano con astri
accanto allo spazio
e il cuore è un seme inventato
nel suo fondo buio e nel suo turbine di un solo giorno,
tu trascini i sentieri della mia solitudine
come se la casa intera ardesse poggiata sulla notte.
– E allora non so cosa dire
accanto alla tazza di pietra del tuo silenzio così giovane.
Quando le creature si svegliano nelle lune spaventate
che a volte precipitano in mezzo al tempo
– non so come dirti che in me la purezza
ti cerca.

Durante la primavera intera e i trifogli aperti,
l’acqua soprannaturale, il lieve e astratto
scorrere dello spazio –
e penso che dirò qualcosa pieno di ragione,
ma quando l’ombra cade dalla curva impaziente
delle mie labbra, sento che mi mancano
un girasole, una pietra, un uccello – un qualcosa di
straordinario.
Perché non so come dirti senza miracoli
che dentro me sono il sole, il frutto,
la creatura, l’acqua, il dio, il latte, la madre
l’amore,
che ti cercano.

(Trad. di Domenico Arturo Ingenito)

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