Quando vado in bianco

Quando vado in bianco
(Lisa Glatt poeta americana, insegna alla California State University, Long Beach)

Quando vado in bianco
troppo a lungo
le mie poesie
come me
non vengono
e ci vuole un certo
quantitativo di nudo, morte, cipolle,
o malattie
per indurmi a
una poesia
e giovedì sera
un uomo del tutto improbabile
ha fatto proprio questo; mi ha indotto
a uscire dal bar dei poeti per entrare
nel suo salotto, a uscire dalla
mia gonna e dagli stivali neri per entrare
nelle sue lenzuola, nel lavandino e nei suoi Levis ed ora
è già domenica sera
e non ha ancora chiamato.
Entro lunedì lo odierò
ed esaurirò la vena
e se nessuno muore o s’ammala
le poesie finiranno
ma oggi
ne ho già scritte quattro.
Woow, che uomo!

0 pensieri riguardo “Quando vado in bianco

  1.  Certo che per scrivere non ci vuole un interruttore accendi/spengi, tutto è sentimento: buono o cattivo, sereno o doloroso, amaro o dolce e così via nasce una poesia.
    Un abbraccio
    Chiara

  2.  Trovo questa poesia adorabile, tocca un tasto sensibile che è quello dell’ispirazione. E’ qualcosa che io stessa provo, scrivere per me è come l’aria ma questa manca se non accade qualcosa di sorprendentemente passionale o doloroso.
    Quoto
    besos

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