Sonetto XII

Sonetto XII
(William Shakespeare Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1564 – Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1616)

Quando seguo l’ora che batte il passar del tempo
e vedo il luminoso giorno spento nella tetra notte,
quando scorgo la viola ormai priva di vita
e riccioli neri striati di bianco,
quando vedo privi di foglie gli alberi maestosi
che un dì protessero il gregge dal caldo
e l’erbe d’estate imprigionate in covoni
portate su carri irte di bianchi ed ispidi rovi,
allor, pensando alla tua bellezza, dubbio m’assale
che anche tu te ne andrai tra i resti del tempo,
perché grazie e bellezze si staccan dalla vita
e muoiono al rifiorir di altre primavere:
e nulla potrà salvarsi dalla lama del Tempo
se non un figlio che lo sfidi quand’ei ti falcerà.

Dello stesso autore: Sonetto XVIIISonetto XXIVSonetto XXVSonetto XXIXSonetto XXVIISonetto XXXSonetto LXIISonetto LXXSonetto XCIISonetto CXVISonetto CXLI

0 pensieri riguardo “Sonetto XII

  1.  Ma allora hai un blog.. 🙂 ti ho aggiunto ai preferiti.. 🙂
    A scuola ho imparato a conoscere molti autori..tra cui Shakespeare..e devo dire che mi e’ piaciuto molto.. 🙂

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