Domenica dopo la guerra

Domenica dopo la guerra
(Vittorio Sereni Luino, VA 27/7/1913 – Milano 10/2/1983)

Per due che si ritrovano in una
domenica dopo la guerra
allora può
rifiorire il deserto del mare?

… amami – lui dice – di ritorno
amami a tutta forza con forza
di rivalsa per tutti questi anni.
Ma

… nei primi tempi di guerra
quando le domeniche non erano
che blanda disperazione, stordimento
di campane, rimasuglio
di fumo attardatosi al largo
dell’ultimo postale da Amsterdam…

E si divorano con gli occhi, si
cercano si tendono le mani
di nascosto sulla fiandra del tavolo.

… mare per anni solitario
di anni computabili in onde
braccio di mare divenuto attonito
di tempo pietrificato in spazio
di mutismo…
Rifiorire può dunque il deserto del mare?

Ma no che si annusano e studiano
gentili e teneri quasi
– britannico lui lei fiamminga –
e poi si buttano a trattare l’affare
oggi che nemmeno è domenica.

Dello stesso autore: Dall’Olanda: AmsterdamI versiIl grande amicoIn me il tuo ricordoPosto di lavoroQuei bambini che giocanoUn’altra estate

0 risposte a “Domenica dopo la guerra”

  1. Grazie per questa bella lettura " Domenica dopo la guerra".
    A me piace questa poesia di Vittorio Sereni:
    Le mani
    da "Frontiera"
    Queste tue mani a difesa di te:
    mi fanno sera sul viso.
    Quando lente le schiudi, là davanti
    la città è quell’arco di fuoco.
    Sul sonno futuro
    saranno persiane rigate di sole
    e avrò perso per sempre
    quel sapore di terra e di vento
    quando le riprenderai.
    Ciao!

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