XXIX. Vergine Altera, Mia Compagna, t’arde

XXIX. Vergine Altera, Mia Compagna, t’arde
(Antonio Machado Siviglia, Spagna 26/7/1875 – Collioure, Francia 22/2/1939)

     Vergine altera, mia compagna, t’arde
un mistero negli occhi.
     Non so se odio o amore è questa luce
eterna della tua nera faretra.
     Con me verrai finché proietti un’ombra
il corpo e resti ai miei sandali arena.
     – La sete o l’acqua sei sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera, mia compagna.

Dello stesso autore: A un olmo seccoCante hondoDall’uscio di un sogno mi chiamarono
Era una mattina e rideva aprileMentre la neve si struggevaNotte d’estateNuda è la terra, e l’animaPasqua di resurrezioneRicordo infantileScioltasi la neveSolitudine

0 risposte a “XXIX. Vergine Altera, Mia Compagna, t’arde”

  1.  La grazia e la compostezza della sua arte sanno offrirci una poesia di grandezza singolare. Grazie carissimo, e grazie ancora per le tue cartoline. Buonissima settimana!


  2. La vergine in questione può essere la compagna,
    la donna vicina al cuore, ma anche la grande madre,
    vista nella sua essenza ideale….  ma nel contempo…
    duale… (duplice)
    “La sete e l’acqua“.
     
     Ma non basta… la vergine a cui si rivolge…
    potrebbe rappresentare qui… anche il Fato…
    (il destino con il suo misterioso futuro)
    ma può anche raffigurare inevece la sua stessa… anima
    (vergine compagna)!
    La verginità di cui parla può poi essere
    la constatazione che,
     sia per l’uomo che per la donna,
    quando ci si trova dinanzi ad un nuovo vero grande amore…
    le emozioni che si vivono appaiono sempre…
    una vera nuova prima volta…
    che si ripete poi ogni volta
    in cui viviamo con emozione un nuovo incontro
     
    https://tonykospan21.wordpress.com/2016/01/22/un-mistero-negli-occhi-poesia-molto-enigmatica-e-super-simbolica-di-antonio-machado/
    Un abbraccio e pensieri felici 

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