Sporco, mal vestito

Sporco, mal vestito
(Roberto Bolaño Santiago del Cile, Cile 28/4/1953 – Barcellona, Spagna 14/7/2003)

Durante il percorso dei cani la mia anima incontrò
il mio cuore. Sconquassato, ma vivo,
sporco, malvestito e pieno d’amore.
Durante il percorso dei cani, lì dove non vuole andare nessuno.
Una strada che percorrono soltanto i poeti
quando a loro non resta ormai nulla da fare.
Però io avevo ancora tante cose da fare!
Eppure lì restavo: facendomi ammazzare
dalle formiche rosse ed anche
dalle formiche nere, percorrendo i villaggi
vuoti: lo spavento che s’innalzava
fino a toccare le stelle.
Un cileno educato in Messico può sopportare di tutto,
pensavo, ma non era affatto così.
Di notte il mio cuore piangeva. Il fiume dell’essere, dicevano
labbra febbricitanti che poi scoprii essere le mie,
il fiume dell’essere, il fiume dell’essere, l’estasi
che si piega sulla riva di questi villaggi abbandonati.
Esperti di logica e teologi, indovini
e rapinatori di percorsi emersero
come realtà acquatiche in mezzo a una realtà metallica.
Solo la febbre e la poesia danno visioni.
Solo l’amore e la memoria.
Non questi percorsi né queste pianure.
Non questi labirinti.
Fin che, finalmente, la mia anima incontrò il mio cuore.
Era malato, certo, però vivo.
Sognai detective congelati nel gran
frigorifero di Los Angeles
nel gran frigorifero di México D.F.

Dello stesso autore: Ernesto Cardenal ed ioLa fortunaPioggia

0 risposte a “Sporco, mal vestito”

  1. Anche in mezzo a tanta sofferenza è stato possibile che la sua anima incontrasse il suo cuore. Si ha più che mai la convinzione che tutti abbiamo smarrito sia il cuore che l’anima.

  2. Che bella! 
    Io raramente mi sciolgo di fronte a una poesia (sarà perchè al giorno d’oggi in troppi scribacchiano poesiole scialbe credendosi novelli Dante) ma questa mi piace proprio. 
    Buon fine settimana e un abbraccio. 

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