La sposa

La sposa
(Tudor Arghezi Bucarest, Romania 21/5/1880 – Bucarest, Romania 14/7/1967)

I tuoi occhi si sono posati su lettere e parole
come api azzurre assetate di profumi sacri
e succhiando il miele del libro si sono ubriacate.

Visione della sapienza, vieni nel mio giardino
dove il basilico è alto come un abete e i biancospini
graffiano i noccioli del seno nel lino della camicia.

La terra ti insegue per assorbirti
con i fili venuti su dell’erba cieca.
Dal tuo sangue e dal tuo sudore
possono nascere altri frutti e nuovi fiori.

Vieni, davanti a te stenderò assenzio e camomilla
che il solleone matura.
Con le braccia e il petto aprirò un varco
nella radura e le erbacce.

Alzerò le tenere viti con le spine dei rovi
strette a te come i bruchi lunghi
e ti filtrerò come da un setaccio
lasciando a parte le foglie e l’ombra
come hai fatto anche tu nel libro,
sposa!

E dopo averti filtrata e difesa
dalle piccole belve, dagli insetti grossi un carato,
dal serpente, dalle catene e dai metalli
vegetali,
lascerai che ti metta anelli alle dita, bracciali
ai piedi e altri vestiti, di fuoco.

(Traduzione di Salvatore Quasimodo)

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