Alla morte

Alla morte
(Vincenzo Cardarelli Corneto Tarquinia, VT 1/5/1887 – Roma 18/6/1959)

Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell’ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell’orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all’amante traditrice,
non vogliamo riceverla da intrusa,
né fuggire con lei.
Troppo volte partimmo
senza commiato!
Sul punto di varcare
in un attimo il tempo,
quando pur la memoria
di noi s’involerà,
lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
concedici ancora un indugio.
L’immane passo non sia
precipitoso.
Al pensier della morte repentina
il sangue mi si gela.
Morte non mi ghermire
ma da lontano annùnciati
e da amica mi prendi
come l’estrema delle mie abitudini.

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0 risposte a “Alla morte”

  1. Morire persuasi di avere un’Amica accanto. Bello. Mi ha ricordato uno dei lieder di Schubert "der tod un das schlafen" da me amato da sempre. Mirka

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