Sonetto X

Sonetto X
(Vittoria Colonna Marino, RM aprile 1490 – Roma 25/2/1547)

A che miseria Amor mio stato induce,
Che ’l proprio Sol ancor tenebre rende?
Non pria il veggio apparir, che mi raccende
Desio di riveder mia vaga luce.

Quanto più gemma, ed or tra noi riluce,
L’inferma vista mia più se n’offende;
E se dolce armonia l’orecchia intende,
Pianti e sospiri al fin nel cor produce.

S’io verde prato scorgo, trema l’alma
Priva di speme: e se fior varii miro,
Si rinverde il desio del mio bel frutto,

Che Morte svelse, ed a lui grave salma
Tolse in un breve e placido sospiro,
Coprendo il mondo, e me d’ eterno lutto.

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