Tutte le lettere d’amore sono ridicole

Tutte le lettere d’amore sono ridicole
(Fernando Pessoa Lisbona, Portogallo 13/6/1888 – Lisbona, Portogallo 30/11/1935)

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole eccentriche,
come tutti i sentimenti eccentrici,
sono naturalmente
ridicoli).

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Come segnalato da hermione, “Tutte le lettere d’amore sono ridicole”, ha ispirato Roberto Vecchioni per il testo di una canzone:

Le lettere d’amore (Chevalier de pas)

Fernando Pessoa chiese gli occhiali
E si addormentò
E quelli che scrivevano per lui
Lo lasciarono solo
Finalmente solo…
Così la pioggia obliqua di Lisbona
Lo abbandonò
E finalmente la finì
Di fingere fogli
Di fare male ai fogli…

E la finì di mascherarsi
Dietro tanti nomi,
Dimenticando Ophelia
Per cercare un senso che non c’è
E alla fine chiederle “scusa
Se ho lasciato le tue mani,

Ma io dovevo solo scrivere, scrivere
E scrivere di me…”
E le lettere d’amore,
Le lettere d’amore
Fanno solo ridere:
Le lettere d’amore
Non sarebbero d’amore
Se non facessero ridere;
Anch’io scrivevo un tempo
Lettere d’amore,
Anch’io facevo ridere:
Le lettere d’amore
Quando c’è l’amore,
Per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
Senza amore,
Dove tutte le cose
Hanno stanchezza di esistere
E spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
Non è quello di un uomo,
E si rivide nella pena
Di quel brillare inutile,
Di quel brillare lontano…

E capì tardi che dentro
Quel negozio di tabaccheria
C’era più vita di quanta ce ne fosse
In tutta la sua poesia;
E che invece di continuare a tormentarsi
Con un mondo assurdo
Basterebbe toccare il corpo di una donna,
Rispondere a uno sguardo…

E scrivere d’amore,
E scrivere d’amore,
Anche se si fa ridere;
Anche quando la guardi,
Anche mentre la perdi
Quello che conta è scrivere;
E non aver paura,
Non aver mai paura
Di essere ridicoli:
Solo chi non ha scritto mai
Lettere d’amore
Fa veramente ridere.

Le lettere d’amore,
Le lettere d’amore,
Di un amore invisibile;
Le lettere d’amore
Che avevo cominciato
Magari senza accorgermi;
Le lettere d’amore
Che avevo immaginato,
Ma mi facevan ridere
Magari fossi in tempo
Per potertele scrivere…

Insieme

Insieme
(Gyo Fujikawa Berkeley, California, USA 3/11/1908 – New York City, New York, USA 26/11/1998)

E’ tanto bello
quando si è amici,
giocare insieme,
sentirsi felici.
Col mio amico
è bello parlare,
avere mille segreti
da raccontare,
e ridere insieme,
ridere assai:
i motivi per ridere
non mancano mai.

Dello stesso autore: Tre streghine

Alla vita

Alla vita
(Nazım Hikmet Salonicco, Grecia 20/11/1901 ma registrato all’anagrafe il 15/1/1902, che egli stesso indicava come data di nascita – Mosca, Russia 3/6/1963)

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

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Mattino d’autunno

Mattino d’autunno
(Attilio Bertolucci Parma 18/11/1911 – Roma 14/6/2000)

Un pallido sole che scotta
come se avesse la febbre
e fa sternutire quando
la gioia d’esser giovani
e di passeggiare di mattina
per i viali quasi deserti
è al colmo, illumina l’erba
bagnata e la facciata rosa
di un palazzo. Tutto è gioviale
buongiorno e sereno, raffreddore
e mezza stagione. E Goethe
in mezzo alla piazza sorride.

Dello stesso autore: Amore a me vicinoE viene un tempoEstivaInvernoLa rosa biancaOttobrePer un bel giornoSettembre

Sono folle di te amore

Sono folle di te amore
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d’amore per te.

(Da: Alla tua salute, amore mio)

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