Tempi brutti per la poesia

Tempi brutti per la poesia
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.

L’albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.

Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.

Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.

In me si combattono
L’entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell’imbianchino ¹.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.

¹ Con “l’imbianchino” Brecht si riferisce a Hitler

Dello stesso autore: A mia madreA quelli nati dopo di noiAria del dio della felicitàContro la seduzioneDella corruzioneGeneraleHollywoodI bambini giocano alla guerraL’analfabeta politicoL’uomo che imparaLa guerra che verràLa maschera del cattivoLe grucceLode del dubbioLode dell’imparareLode della dimenticanzaPrima vennero

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