Non bisogna essere una camera…

J670 (1862) / F407 (1862)
(Emily Dickinson Amherst, USA 10/12/1830 – Amherst, USA 15/5/1886)

Non bisogna essere una camera – per essere Infestati –
Non bisogna essere una Casa –
Il Cervello – ha Corridoi che vanno al di là
Di un Luogo Materiale –

Assai più sicuro a Mezzanotte – incontrare
Un Fantasma Esterno –
Che con uno Interiore – confrontare –
Quel più freddo – Ospite –

Assai più sicuro, attraverso un’Abbazia – galoppare –
Da Pietre inseguiti –
Che senza luna – nel proprio Io imbattersi –
In un luogo solitario –

Il nostro Io – dietro di Noi – Celato –
Ci dovrebbe spaventare – al massimo grado –
L’Assassino – nascosto nel Nostro Appartamento –
Degli Orrori essere il minore –

Il Prudente – ha con sé una Rivoltella –
Spranga la Porta –
E non vede uno Spettro Superiore –
Più vicino –

Della stessa autrice: Com’è felice la Pietruzza…I Sogni sono l’elusiva Dote…Il mio Nemico sta invecchiando…Il Passato è una così curiosa Creatura…Il tempo passa…L’acqua, è insegnata dalla sete…L’amore ci sta stretto, come altre cose…La Mente vive del Cuore…Non c’è Vascello che eguagli un Libro…Quando la Notte è quasi conclusa…Sa come dimenticare…Se la mia barca sprofondò nel mare…Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi…Se tu venissi in Autunno…Tra la forma della Vita e la Vita…Una parola è morta, quando è detta…Vederla è un Quadro…

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