La terza Roma

  2768° Natale di Roma

La terza Roma
(Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri Roma 26/10/1871 – Roma 21/12/1950)

Parla Checco er benzinaro (1)

I

La terza Roma nun s’intenne mica
che da Romolo in qua ce so’ tre Rome:
naturamente je se dà ‘sto nome
pe’ potella distingue da l’antica.

De Roma nostra, Dio la bendica,
nun ce n’è che una sola: ma, siccome
fu rimpastata, je succese come
succede co’ la crosta e la mollica.

Infatti, sur più bello d’un lavoro,
te ritrovi l’Impero giù in cantina (2)
con una strada che va dritta ar Foro:

e scopri che, presempio, la finestra
indove s’affacciava Messalina
corrisponne a’ na chiavica maestra (3).

II

Er tempo, che lavora co’ la lima,
con una mano scrive e l’antra scassa,
e succede ch’er postero sfracassa
quello che l’antenato ha fatto prima.

Così vedrai che fra mill’anni e passa
rifaranno la stessa pantomima,
e tutto quello ch’oggi sta più in cima
sarà guardato come Roma bassa.

E forse un cicerone der tremila
dirà a un ingrese: – Vede, mosiù mio,
quer Cammerone co’ li posti in fila (4)?

Laggiù, in un tempo, se parlava troppo,
e mó se sente solo er gnavolìo (5)
de li gatti ch’aspetteno er malloppo (6).

(Da: Libro n. 9, 1929)

(1) Oste che spaccia “benzina” (vino misturato) e anche chi lo beve.
(2) Cioè sotto il livello stradale.
(3) Fogna di massima portata.
(4) Camera dei Deputati nel palazzo di Montecitorio.
(5) Il miagolio.
(6) L’involto col cibo.

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