La felicità

La felicità
(Giovanni Pascoli San Mauro di Romagna, FC 31/12/1855 – Bologna 6/4/1912)

«Quella, tu dici, che inseguii, non era
lei…?» «No: era una vana ombra in sembiante
di quella che ciascuno ama e che spera

e che perde. Virtù di negromante!»
«Ella è qui, nel castello arduo ch’entrai?»
«Forse la tocchi, o cavaliere errante!»

«Forse… E non la vedrò?» «Non la vedrai».
«Oh!» «Tale è l’arte dell’oscuro Atlante:
non è, la vedi: è, non la vedi». «E, mai…?»

«Ma sì: se leggi in questo libro tante
rapide righe». «E dicono…?» «S’ignora:
chi lesse, tacque, o cavaliere errante!»

«Se leggo…» «Sai: l’incanto è rotto». «Allora?»
«La vedrai». «Su l’istante?» «In quell’istante!»
«E il castello?» «Nell’ombra esso vapora».

«Ed è?…» «La Vita, o cavaliere errante!»

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