Presenza

Presenza
(Alejandra Pizarnik Buenos Aires, Argentina 29/4/1936 – Buenos Aires, Argentina 25/9/1972)

La tua voce
in questo non potersene uscire le cose
dal mio sguardo
mi spossessano
fanno di me un vascello in un fiume di pietre
se non è la tua voce
pioggia sola nel mio silenzio di febbri
tu mi liberi gli occhi
e per favore
parlami
sempre.

Della stessa autrice: La notte

Sonetto XXX

 GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO E DEL DIRITTO D’AUTORE
(Il 23 aprile è stato scelto dall’UNESCO in quanto è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega)

Sonetto XXX
(William Shakespeare Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1564 – Stratford-upon-Avon, Regno Unito 23/4/1616)

Quando alle assise del dolce tacito pensiero
convoco la rimembranza di passate cose,
sospiro allora per l’assenza di più d’una.
e con le antiche pene lamento, in più, lo spreco
del caro tempo. E inondo l’occhio, non uso al pianto,
per i dolci amici celati in notte eterna,
e di nuovo piango per pene d’amor pur consumate,
e gemo per molte visioni ormai perdute.
Allor mi dolgo per affanni già sofferti,
e gravemente ripercorro, di pena in pena,
il triste conto di lamenti già lamentati,
che nuovamente ripago, come non già pagato.
Ma se intanto il pensier va a te, caro amico,
le perdite si ristorano e l’affanno ha fine.

Dello stesso autore: Sonetto XVIIISonetto XXIVSonetto XXIXSonetto XXVIISonetto LXIISonetto LXXSonetto XCIISonetto CXVISonetto CXLI

Addio! Se mai un’ardente preghiera

Addio! Se mai un’ardente preghiera
(George Gordon Byron Londra, Regno Unito 22/1/1788 – Missolungi, Grecia 19/4/1824)

Addio! Se mai un’ardente preghiera
Giovò lassù all’altrui felicità,
La mia nell’aria non andrà dispersa
Ma oltre il cielo spargerà il tuo nome.
Parlare piangere sospirare è invano:
Dicono meno lacrime di sangue
Strappate all’occhio di chi muore in colpa
Che non questa parola – Addio! Addio!

Le mie labbra son mute, asciutti gli occhi,
Ma nel mio cuore e dentro il mio cervello
Si son destate angosce che non cessano,
Un pensiero che mai più si sopirà.
Non degna l’anima né osa dolersi
Benché il dolore e la passione insorgano;
Io so soltanto che abbiamo amato invano,
Io sento soltanto – Addio! Addio!

Dello stesso autore: Così non andremo più vagandoTenebraTi vidi piangere

Le pratiche inevase

Le pratiche inevase
(Primo Levi Torino 31/7/1919 – Torino 11/4/1987)

Signore, a fare data dal mese prossimo
voglia accettare le mie dimissioni.
E provvedere, se crede, a sostituirmi.
Lascio molto lavoro non compiuto,
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive.
Dovevo dire qualcosa a qualcuno,
ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato.
Dovevo anche dare qualcosa,
una parola saggia, un dono, un bacio;
ho rimandato da un giorno all’altro. Mi scusi,
Provvederò nel poco tempo che resta.
Ho trascurato, temo, clienti di riguardo.
Dovevo visitare città lontane, isole, terre deserte;
le dovrà depennare dal programma
o affidarle alle cure del successore.
Dovevo piantare alberi e non l’ho fatto;
costruirmi una casa, forse non bella, ma conforme a un disegno.
Principalmente, avevo in animo un libro meraviglioso, caro signore,
che avrebbe rivelato molti segreti, alleviato dolori e paure,
Sciolto dubbi, donato a molta gente
Il beneficio del pianto e del riso.
Ne troverà traccia nel mio cassetto,
in fondo, tra le pratiche inevase;
Non ho avuto tempo per svolgerla.
È peccato, sarebbe stata un’opera fondamentale.

Dello stesso autore: Cercavo te nelle stelleCanto dei morti invanoDateciIl superstiteL’approdoLa bambina di PompeiNulla rimane della scolara di HiroshimaSe questo è un uomo

Donne catalane

Donne catalane
(Gabriela Mistral Vicuña, Cile 7/4/1889 – New York, USA 10/1/1957 – Premio Nobel per la letteratura 1945)

Forse invoca e invoca vergini
l’antico mare epitalàmico;
forse noi tutte non siamo che quell’una
che chiamavano Nausicaa.

Forse baciamo meglio sulle dune
che sugli usci delle case,
suggendo bocca e offrendo bocca
in mandorle dolci e amare,

Sfrondatrici d’olivi,
raccoglitrici di mandorle,
siamo venute dal Manserrat
per congiungerci alla mareggiata…

Della stessa autrice: Dammi la manoDesolazioneLa rosaTutto è girotondo