Sii dolce con me

Sii dolce con me
(Mariangela Gualtieri n. a Cesena nel 1951)

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.

Della stessa autrice: Giuro per i miei denti da latte

La “x” è nera

  21/2/1965-2015   50 anni dall’assassinio di Malcom X

La “x” è nera
(Amiri Baraka Newark, USA il 7/10/1934 – Newark, USA 9/1/2014)

se la bandiera si incendia
e una “x” ci brucia dentro
quella “x” è nera
e lascia uno spazio vuoto
in quello spazio viviamo noi
la nazione afroamericana
se la bandiera si incendia e
e una “x” ci brucia dentro
le sole strisce sono nella nostra schiena
la sola stella esplosa
nel cielo del nord
niente rosse
ma solo il nostro sangue
niente bianco ma schiavisti
e klux in cappuccio
niente azzurro ma le nostre canzoni
se la bandiera si incendia
e una “x” ci brucia dentro
quella “x” è nera
lo spazio che resta è la nostra storia
ora un mistero
viviamo dove non c’è bandiera
dove l’aria è fumosa
la musica bollente
dentro il buco
nell’anima dello spazio
viviamo in quel luogo
vuoto di democrazia
nei confini bruciati di un simbolo devastato
umanità “x”
schiavi “x”ignoti, scorretti, cancellati
e la ricchezza degli altri
si moltiplica
se la bandiera si incendia
e una “x” ci brucia dentro
quella “x”
credetemi,
è nera.

(Da: "The United States of Poetry")

Traduzione: Raffaella Marzano

La stagion del carnevale

La stagion del carnevale
(Carlo Goldoni Venezia 25/2/1707 – Parigi, Francia 6/2/1793)

La stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s’impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.

L’amore felice

L’amore felice
(Wisława Szymborska Kórnik, Polonia il 2/7/1923 – Cracovia, Polonia 1/2/2012; Premio Nobel per la letteratura 1996)

Un amore felice. È normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano –
comprensibile all’apparenza.

E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che si inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

Della stessa autrice: Al mio cuore di domenicaAmore a prima vistaCome mi sentoCompleannoFigli dell’epocaFotografia dell’11 settembreIl gatto in un appartamento vuotoL’acrobataL’odioLa cipollaLa prima fotografia di HitlerNella moltitudineNulla è in regaloOgni casoPossibilitàQualche parola sull’animaScrivere un curriculumSotto una piccola stellaSulla morte, senza esagerareTortureUn incontro inatteso