Amata, di quella sì dolce prigionia

Amata, di quella sì dolce prigionia
(James Joyce Dublino, Irlanda 2/2/1882 – Zurigo, Svizzera 13/1/1941)

Amata, di quella sì dolce prigionia
La mia anima è lieta…
Tenere braccia che inducono alla resa
E vogliono esser strette.
Sempre così mi trattenessero,
Felice prigioniero sarei!

Amata, quella notte mi tenta
Che, nel tremante viluppo delle braccia,
In alcun modo gli allarmi
Possano turbarci ma il sonno
A più sognante sonno si sposi e l’anima
Con l’anima giaccia prigioniera.

Dello stesso autore: Corde in terra e nell’ariaMarea

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti