Quelle sue labbra ch’era peccato mordere

Quelle sue labbra ch’era peccato mordere
(Maria Luisa Spaziani Torino il 7/12/1922 – Roma 30/6/2014)

Quelle sue labbra ch’era peccato mordere
tanto infantili e tenere s’aprivano
(neve di sogno non può il tempo sciogliere)

chiude un sigillo di divina cera.
Ma avete flauti eterni come il mare,
o labbra più profonde della sera.

Della stessa autrice: Forse di questo amore ancor non dettoE lui mi aspetterà nell’ipertempoNon chiedermi parole oggi non bastanoRovesciamento dei ruoliSono venuta a Parigi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti