Apri a chi non bussa alla tua porta

Apri a chi non bussa alla tua porta
(Fernando Pessoa Lisbona, Portogallo 13/6/1888 – Lisbona, Portogallo 30/11/1935)

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.

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Incertezza

Incertezza
(Adam Mickiewicz Zaosie, Polonia 24/12/1798 – Costantinopoli (ora Istambul), Turchia 26/11/1855)

Se non ti vedo – non soffro, non piango,
E non perdo i sensi, quando ti guardo;
Eppure, quando a lungo non ti vedo,
Qualcosa cerco, e di vederti chiedo
E, struggendosi, si domanda il cuore:
E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Quando scompari, nemmeno una volta
Riesco a ricordare il tuo volto;
Eppure spesso, anche se non voglio,
Esso è così vicino al mio ricordo;
E nuovamente si domanda il cuore:
E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Spesso ho sofferto – e non ho mai pensato,
Che il mio dolore ti avrei riversato;
Senza meta, non badando alla strada,
Non so come raggiungo la tua casa;
Ed entrando, si domanda il cuore:
M’ha guidato l’amicizia – o l’amore?

Per la tua salute la vita darei,
Per la tua quiete all’inferno scenderei,
Benché non senta un desiderio audace,
Di essere per te salute e pace.
E nuovamente si domanda il cuore:
E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Quando posi la tua mano sulla mia,
Mi avvolge una serena nostalgia,
Mi sembra di morir come in un sogno;
Ma impetuoso mi risveglia dal sonno,
E a voce alta si domanda il cuore:
E’ l’amicizia o è anche l’amore?

Quando per te ho scritto questo canto,
La musa del vate non m’era accanto;
Pieno di stupore non ho compreso,
Da dove i pensieri e le rime ho preso,
E alla fine ha domandato il mio cuore:
M’ha ispirato l’amicizia – o l’amore?

Dello stesso autore: Le mie lacrime…

Il Corvo

Il Corvo
(Edgar Allan Poe Boston, Massachusetts, USA 19/1/1809 – Baltimora, Maryland, USA 7/10/1849)

“Siano queste parole d’addio” alzandomi gridai
“uccello o creatura del male, ritorna alla tempesta,
Alle plutonie rive e non lasciare una sola piuma in segno
Della tua menzogna. Intatta lascia la mia solitudine,
Togli il becco dal mio cuore e la tua figura dalla porta”
Disse il Corvo: “Mai più”.
E quel Corvo senza un volo siede ancora, siede ancora
Sul pallido busto di Pallade sulla mia porta.
E sembrano i suoi occhi quelli di un diavolo sognante
E la luce della lampada getta a terra la sua ombra.
E l’anima mia dall’ombra che galleggia sul pavimento
Non si solleverà “Mai più” mai più.

Assenza

Assenza
(Sophia de Mello Breyner Porto, Portogallo 6/11/1919 – Lisbona, Portogallo 2/7/2004)

In un deserto senz’acqua
In una notte senza luna
In un paese senza nome
O in una terra nuda

Per quanto grande sia la disperazione
Nessuna lontananza è più profonda della tua.

(Traduzione di Mariangela Semprevivo)

Come tutti i poeti

Come tutti i poeti
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Come tutti i poeti
io sono una persona deludente
una che batte la fiacca
una che forse preferisce alla quotidianità
qualche certezza ancora più bella
quella della vita.

E te lo dico
sopra le ceneri di Dante
proprio adesso che sto scrivendo un libro.

Sono poesie d’amore
per un ragazzo…
ma tu sai quanto costi
a un poeta della mia età amare
e sperare di vedere un uomo vivere?

Io capisco il vostro amore
e posso anche dire
che senza l’affetto dei lettori
un poeta non sarebbe niente.

Però, come non potrò avere l’amore di quest’uomo,
non potrò avere la salute di un tempo.
Spesso mi sono chiesta
come mai i nostri ammiratori non si siano mai domandati
quanto tempo occorra per scolpire una poesia…

Molto tempo molti pensieri
che agli altri possono sembrare oziosi
invece sono tempi riparatori di tante ingiustizie.

Il poeta ha una ragione etica per vivere
ed è la difesa dell’uomo
e del suo diritto alla libertà
e per me, che sono stata tanti anni in prigione,
chiedo la libertà di essere libera
perché domani mattina alle nove
io andrò a bere la mia solita birra fresca
in compagnia di nessuno
e quel nessuno è sempre il mio manicomio.

Lasciami libera, Griselda,
libera di vivere quel momento caldo dell’osteria
dove io, alle nove in punto,
sarò, come sempre, in compagnia di nessuno.

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