Il fremito dell’emozione

Il fremito dell’emozione
(Ahmed Shawqi Il Cairo, Egitto 25/12/1869 – Il Cairo, Egitto 13/12/1932)

Il fremito dell’emozione ha scacciato la tristezza,
la nuvola squarciata piange nei nostri occhi.
Dal soffio delle streghe della tristezza
folgori e bagliori sugli orli della notte.

Custode è un grillo

Custode è un grillo
(Adriana Scarpa Venezia 26/3/1941 – Treviso 19/10/2005)

Della mia casa
custode è un grillo
un saggio, antichissimo grillo
che arriccia il naso
agli sbalzi di stagione.
Una ferita c’è nella mia casa
una lama di luce dolcissima
che travalica tutti gli spazi
e c’è una tasca
celata dentro il muro
dove ha nascosto
foglietti con i versi di Eluard
i biglietti del tram che non ho usato
e un crocefisso vestito con i jeans.
Qui in casa
sto alle prese con le voci
io sola
contro cinquantamila spifferi di vento
e gioco
con le chiavi delle porte.
Il mio spazio
è un pugno di magie
Van Gogh mi ha tinto gli occhi di papavero
e ormai conosco tutto delle ombre.
Ho scelto questa casa
e accendo l’abat-jour sul comodino
per difendere
i miei angoli segreti
contro l’invadenza
della luna.

Io vado

Io vado
(Abdulla Goran poeta Curdo – Halabja, Iraq 1904 – Sulaymaniyya, Iraq 18/11/1962)

Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
frammento di terra per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il corpo esploderà là dove si tortura
e lo spirito flagellerà,
come l’uragano, tutte le porte.
Io vado… madre…
Se non torno,
la mia anima sarà parola…
per tutti i poeti.

Uomo

Uomo
(Armanda Guiducci Napoli 12/10/1923 – Milano 8/12/1992)

Altro da me in tutto… maschio, estraneo,
altra carne, altro cuore, altra mente,
pure, il mio stesso corpo prolungato,
la voce che si sdoppia, e mi continua:
ciò che si oppone, e ciò che mi compone
come un discorso teso, mai concluso,
o l’altro occhio: il raggio che converge
al rilievo, allo scatto delle cose –
mio necessario opposto, crudele meraviglia
è amare te: godere di due vite
in questa sola, avere doppia morte.

(Da: Poesie per un uomo)

Della stessa autrice:
Forse un giorno

Come mi sento

Come mi sento
(Wisława Szymborska Kórnik, Polonia il 2/7/1923 – Cracovia, Polonia 1/2/2012; Premio Nobel per la letteratura 1996)

Quando qualcuno domanda, come oggi mi sento,
Gli rispondo col garbo “bene, grazie, m’accontento”.
E che ho l’artrosi, non è mica un mio unico malanno,
l’asma, m’infastidisce il cuore e parlo con l’affanno,
polso debole, il mio sangue è ricco di colesterolo…
ma mi sento bene vista l’età, per cui sorvolo.
Non posso oramai camminare senza un bastone, lo sforzo è notevole
anche se sempre scelgo la strada più agevole.
Di notte mi fa patire l’insonnia, mi procura grandi pene,
ma col sorgere del mattino… di nuovo mi sento bene.
Mi gira la testa, mi fa brutti “scherzi” la memoria
Ma mi sento bene visti i miei anni passati in gloria.

Da questa poesiola nasce il senso del morale,
che quando la vecchiaia e l’impotenza ci assale,
è di gran lunga meglio rassegnarsi agli scricchiolii delle ossa
e di non raccontare della propria vecchiaia, dai dolori scossa.

Stringendo i denti rassegnati a questa sorte dagli esiti bislacchi
E non annoiare tutti con i tuoi acciacchi!
Dicono: ”la vecchiaia è un periodo d’oro“
Quando vado a letto ci penso sempre a questo e con decoro…
“Le orecchie” tengo in una scatola, raffreddo i denti nell’acqua,
gli occhi sul comodino, prima che mi sveglio, attendo che li sciacqua…
Ancor prima di addormentarmi, mi tormenta questo pensiero
“saranno solo queste parti che si possono togliere? sarà vero?”
Ai tempi della giovinezza (lo dico senza esagerazioni)
Eran facili le corse, salti e flessioni.
Nell’età di mezzo rimanevano le forze sufficienti
per poter danzare tutta la notte senza patimenti…
E adesso, in vecchiaia, i tempi son cambiati
a piedi a far la spesa, a ritorno senza forze, del tutto sfiancati.

“E’ un buon consiglio per tutti coloro che stanno invecchiando
che stringano denti e che ridano della vita che sta passando.
Quando si alzano la mattina che raccolgano i pezzi e gli annessi
e che leggano nei giornali le rubriche dei decessi.
Se i loro nomi non appaiono in esse, come si conviene
vuol dire che sono in salute e che stanno bene.”…

(Dal blog “racconti e favole” di Cedro)

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