Lettere d’amore mai spedite di migranti morti in mare

Lettere d’amore mai spedite di migranti morti in mare
(Anonimo)

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro.
Ti amo, tuo per sempre Samir.
(Samir, giovane egiziano tra i 20 e i 25 anni arrivato cadavere a Pozzallo)

Amore mio, finalmente sono arrivato. La vita comincia adesso, spero di tornare presto per portarti con me e vivere insieme lontani dalla guerra. Ti amo.
(George, probabilmente di origine liberiana, imbarcatosi dal porto di Zuhara verso Lampedusa)

Avrei voluto stare con te. Mi raccomando non ti dimenticare di me. Ti amo tanto. Vorrei tanto che tu non ti dimenticassi di me. Stai bene amore mio. Ti amo. A ama R
(Trovato in un pacchetto di sigarette da una giornalista del New York Times)

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