Le penombre

Le penombre
(Arturo Onofri Roma 15/9/1885 – Roma 25/12/1928)

Le penombre di mammola, nei caldi
incavi del tuo viso, hanno stupori
d’aurora nel sorriso delle labbra
e nell’ardore diafano degli occhi.
Il roseo dell’intenta anima affiora
al limite impalpabile che abbraccia
te quasi caldo petalo carnale,
e annuncia i ditirambici abbandoni
della femminea musica segreta
in balìa del volere che m’infiamma
a somigliarti in sillabe di canto.
La tua persona è immagine in silenzio
della nostra vocale ansia di cieli,
e quelle ombre di mammola, nei caldi
incavi del tuo viso, hanno stupori
dorati, a fior degli occhi e delle labbra,
nel sogno di voler rassomigliare
alla forma che, in noi, musica vive.

(Da: Zolla ritorna cosmo)

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