Due amanti felici – Sonetto XLVIII

Due amanti felici – Sonetto XLVIII
(Pablo Neruda Parral, Cile 12/7/1904 – Santiago, Cile 23/9/1973 – Premio Nobel per la letteratura 1971)

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.

Dello stesso autore: Acqua sessualeDietro di me sul ramo voglio vedertiE’ il mattino pienoHo fame della tua boccaIl bacioIl figlioIl silenzioIl tuo sorrisoL’esilioLa povertàNudaOde al fiore azzurroOde al giorno feliceOde al primo giorno dell’annoPer il mio cuoreQuando il riso ritira dalla terraQui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimoraSonetto XVIISonetto LXVISonetto LXXXISpiego alcune coseTristissimo secoloUn giorno, uomo o donna, viandante…

 

30/7/1981 – 30/7/2014

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