Sottovoce

Sottovoce
(Alfonso Gatto Salerno 17/7/1909 – Capalbio, GR 8/3/1976)

Una sera di nuvole, di freddo
e di luce che spiega ad altro il senso
della mia vita, questo vago accordo
di memorie in sordina, sottovoce
di me, di te, poveramente assorti.

Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l’uno all’altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.

Il rammarico punge, se mi dici:
<<bastava che quel giorno…>>, ti sorrido
con la mesta sfiducia di sapere
che mai giunsi per tempo, che geloso
di te, del tuo passato, almeno vedo
il tuo sguardo d’amore al primo incontro.

Ma forse è giusto credere che allora
tu m’avresti perduto:
come un ragazzo che si lascia indietro
nella paura d’essere felice.

(1949)

Dello stesso autore: A mio padrePer i compagni fucilati a Piazzale LoretoPoesia d’amoreQuando si nasce poeti…Sera d’ottobre a Viterbo Sorriderti…Via Appia

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