Novità del giorno d’oggi

Novità del giorno d’oggi
(Giorgio Soavi Broni, PV 26/11/1923 – Milano 1/12/2008)

Ho parlato con Dante
il quale mi ha giurato
che Beatrice non è mai esistita.
Ho sentito, al telefono, Petrarca,
il quale, sotto giuramento,
dice che Laura non si è vista mai.
Ma tu ci sei.
Perché mi togli il sonno,
o ti lamenti per il mal di gola.
E quando, piena di raffreddore,
vorresti delle mele,
dici: abore, portami delle bele.
Quindi esisti, perché si ride:
anzi: si scoppia a ridere
coniugando la emme di amore
che diventa abore:
tu sei il nuovo alfabeto italiano,
tu sei la risata intorno ai tuoi dolori,
alla tua febbre, al tuo gran bale.

(da "Femminile", 2002)

E viene un tempo

E viene un tempo
(Attilio Bertolucci Parma 18/11/1911 – Roma 14/6/2000)

E viene un tempo che la tua persona
si fa maturando più dolce, si screzia
il tuo volto di bruna come i fiori
che ami, i garofani e i gerani
dell’umida primavera di qui.
Gli anni sono passati, sull’intonaco
inverdito di muffa luce e ombra
si baciano, a quest’ora che volge,
con tale disperata tenerezza
il tempo prolungando dell’addio.

Dello stesso autore: Amore a me vicinoEstivaInvernoLa rosa biancaOttobrePer un bel giornoSettembre

Lirica Antica

Lirica Antica
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l’unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m’escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta…
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l’amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio
ho sognato di te come si sogna
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono
ho sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole,
solamente parole e se tu ascolti
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene.

Della stessa autrice: A tutte le donneBambiniBancheBandoCavernicola come sono…E’ piu’ facile ancoraFarfalle libereIl mio primo trafugamento di madreIl regno delle donneInno alla donnaIo non ho bisogno di denaroLa paceLa Terra SantaProfumata e fresca è la poesiaRagazza, tu che sfiori la mia mente…Solo una mano d’angeloSono nata il 21 a PrimaveraUna volta sognai

Energia mutabile

Energia mutabile
(Giuseppe Conte n. a Porto Maurizio, IM il 15/11/1945)

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare
da se stessi come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

Sento tutto in me confusamente…

Sento tutto in me confusamente…
(Alba de Céspedes Roma 11/3/1911 – Parigi, Francia 14/11/1997)

Sento tutto in me confusamente e non posso parlarne a mia
madre né a mia figlia perché nessuna delle due
comprenderebbe. Appartengono a due mondi diversi: l’uno è
finito con quel tempo, l’altro è nato da esso. E in me questi
due mondi si scontrano, facendomi gemere. Forse è per questo
che spesso mi sento priva di qualsiasi consistenza. Forse io
sono solo questo passaggio, questo scontro.

(Da: Quaderno proibito)

Della stessa autrice: Lettera a una madre

Scegli di essere felice!

Scegli di essere felice!
(Sergio Bambarén n. a Lima, Perù il 1/12/1960)

Il tuo cuore è un gabbiano
che vola libero nei cieli
della vita.
lascialo andare senza paura,
ti saprà condurre
alla felicità.
finché ascolti il tuo cuore
e fai di tutto per essere felice,
sei tu a condurre il gioco
con le regole che tu stesso
ti sei dato.
Credi alla forza
dei tuoi sogni
e loro diventeranno realtà.

Dello stesso autore: I sogni

Ode al fiore azzurro

Ode al fiore azzurro
(Pablo Neruda Parral, Cile 12/7/1904 – Santiago, Cile 23/9/1973 – Premio Nobel per la letteratura 1971)

Camminando verso il mare
sulla prateria
— oggi è novembre —,
tutto è ormai nato,
tutto ha statura,
ondulazione, fragranza.
Erba dopo erba
intenderò la terra,
a passo a passo,
fino alla linea folle
dell’oceano.
All’improvviso un’onda
d’aria agita e increspa
l’orzo selvatico:
salta
il volo di un uccello
dai miei piedi, il campo
pieno di fili d’oro,
di petali ignorati,
luccica brusco come rosa verde,
si aggroviglia in ortiche che rivelano
il nemico comune,
agili steli, rovi
punteggiati,
differenza infinita
di ogni vegetale che mi saluta
a volte con un rapido
scintillare di spine
e con la pulsazione del suo odore
fresco, fine ed amaro.
Camminando verso le schiume
del Pacifico
a passo lento sopra l’erba bassa
della primavera nascosta,
sembra
— prima che la terra abbia il suo limite,
a cento metri dal più grande oceano —
che tutto sia delirio,
germinazione e canto.
Le minuscole erbe
son coronate d’oro,
raggi violetti vennero
dalle piante arenose
e ad ogni piccola foglia ignorata
giunse un segnale di luna o di fuoco.
Vicino al mare, camminando,
nel mese di novembre,
tra i pruneti che accolgono
luce, fuoco e sale marini,
ho trovato un fiore azzurro
nato nella compatta prateria.
Da dove, da che abisso
estrai il tuo raggio azzurro?
La tua seta tremante,
sottoterra,
si unisce al mare profondo?
Presi quel fiore tra le mani
e lo guardai come se il mare vivesse
in una sola goccia,
come se nello scontro
della terra e delle acque
un fiore sollevasse
un piccolo stendardo
di fuoco azzurro, di pace irresistibile,
d’indomita purezza.

Dello stesso autore: Acqua sessualeDietro di me sul ramo voglio vedertiE’ il mattino pienoHo fame della tua boccaIl bacioIl figlioIl silenzioIl tuo sorrisoL’esilioLa povertàNudaOde al giorno feliceOde al primo giorno dell’annoPer il mio cuoreQuando il riso ritira dalla terraQui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimoraSonetto XVIISonetto LXVISonetto LXXXISpiego alcune coseTristissimo secoloUn giorno, uomo o donna, viandante…