Tu, Dio…

  Remember Hiroshima 1945 – 2013

Tu, Dio…
(Corrado Govoni Tàmara, FE 29/10/1884 – Lido dei Pini, RM 20/10/1965)

Tu, Dio senza sonno e senza morte,
come puoi tu vedere con occhi di stelle,
bruciato e travolto
da quel tuo stesso fuoco creatore
nei vorticosi abissi
dell’incolmabile nulla,
la nostra condizione umana
legata alla stagione di un secondo
di quel grano di sabbia del tuo mare
ch’è questa oscura faticosa terra?
Vedere china al focolare
la madre mentre soffia l’anima
sopra la passeggera brace,
col cuore gonfio di parole chiuse
e la bocca dolente come piaga,
come se stesse al fuoco la risposta:
quasi che con la cenere di torba
e col rancido pianto
si potesse impastare un po’ di pane
per la scalza covata;
o contorcersi al suolo
come un verme tagliato dalla vanga
sul figlio trucidato?
Come puoi tu vederci,
se nella nostra notte d’uomini
tutta la nostra luce son le lagrime?
Siam per te come l’atomo, invisibili
sotto il bombardamento
dei tuoi ardenti sguardi;
senza fisionomia e senza storia
come l’erba dei fossi, amaramente
bruciati dalla morte.
Chi può illudersi ancora
che tu veda salire
a te quel grigio fiocco
d’incenso andato a male
che scoppiò ad Hiroshima
e fa sempre tremare il cuore agli uomini?
O che tu senta
crescere lentamente nel tuo mare
di celeste pazienza impallidendone,
tra i fiori di subacquee mine,
il corallo di sangue di Mathausen
e delle Fosse Ardeatine?
Che senso mai può avere per te
questa vita più breve
dell’andare e tornare della rondine
con caldo nido in bocca, con un sonno
che accelera la pena
del vivere agitandola di sogni,
e il nostro disperato grido
con quell’eco già morta
prima ancora di battere
allo spietato muro
del tuo eterno silenzio per aiuto?
Per strapparti il conforto d’una sillaba
invano l’uomo sta in ascolto:
o cieco Dio, o Dio sordomuto,
Dio senza volto.

Dello stesso autore: Col bacio mi sembrò di berti l’anima

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