Donne

Donne
(Adrienne Rich Baltimora, Maryland, USA 16/5/1929 – Santa Cruz, California, USA 27/3/2012)

(per C.R.G.)

Le mie tre sorelle stanno sedute
su rocce di nera ossidiana.
In questa luce, per la prima volta, riesco a vedere chi sono.

La prima sta cucendo il costume per la processione.
Si vestirà da Dama Trasparente
tutti i nervi allo scoperto.

La seconda sta anche lei cucendo,
quella cucitura sul cuore che non si è mai del tutto cicatrizzata.
Cederà alla fine quella tensione nel petto, lei spera.

La terza fissa lo sguardo
sull’inciprignirsi rosso scuro del mare, lontano.
Le sue calze sono tutte strappi ma lei è bella.

(1969)

Della stessa autrice: Durante tutta la Seconda Guerra Mondiale…Tunnel

 

Ragazza, tu che sfiori la mia mente…

 Addio a Teresa Mattei, partigiana e femminista
Fu sua l’idea della mimosa, per la festa dell’8 marzo. E riuscì a spuntarla su Luigi Longo, che voleva regalare le violette, come era d’uso in Francia. Ma a Teresa Mattei apparve più giusto un fiore povero, quel velluto giallo diffuso nelle campagne.

Ragazza, tu che sfiori la mia mente…
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Ragazza, tu che sfiori la mia mente,
c’è nel tempo vibrato una mimosa
che va raccolta dentro la sutura
e ha un suono, credi, un suono inverecondo.

(Da: Ballate non pagate)

Della stessa autrice: A tutte le donneBambiniBancheBandoCavernicola come sono…E’ piu’ facile ancoraFarfalle libereIl mio primo trafugamento di madreIl regno delle donneInno alla donnaIo non ho bisogno di denaroLa Terra SantaProfumata e fresca è la poesiaSolo una mano d’angeloSono nata il 21 a Primavera

Fontana di luce

Fontana di luce
(Ada Negri Lodi 3/2/1870 – Milano 11/1/1945)

Nel marzo ebro di sole il grande arbusto
in mezzo al prato si coprì di gialli
fioretti: le novelle accese rame
salenti e ricadenti con superba
veemenza di getto dànno raggi
e barbagli a mirarle; e tu quasi odi
scroscio di fonte uscir da loro; e tutta
la Primavera da quell’aurea polla
ti si versa cantando entro le vene.

Della stessa autrice: Cade la neveRitorno per un dolce Natale

Sangue nostro

   Le poesie delle donne

Sangue nostro
(Susana Chávez Ciudad Juárez, Messico 5/11/1974 – Ciudad Juárez, Messico 6/1/2011)
Giornalista, poetessa, attivista contro i femminicidi a Ciudad Juárez. Conosciuta come autrice dello slogan "Ni una más" (non una morta di più), è stata assassinata a 36 anni. Hanno gettato il suo corpo seminudo per strada. La testa era avvolta in un sacchetto di plastica nero. Le mancava la mano sinistra. Sua madre mise un foglio con questa sua poesia nella bara.

Sangue mio,
           di alba,
           di luna tagliata a metà
           del silenzio.
           della roccia morta,
           di donna in un letto,
           che salta nel vuoto,
Aperta alla pazzia.
Sangue chiaro e nitido,
           fertile e seme,
Sangue che si muove incomprensibile,
Sangue liberazione di se stesso,
Sangue fiume dei miei canti,
             Mare dei miei abissi.
Sangue istante nel quale nasco sofferente,
Nutrita dalla mia ultima presenza.

Donna che parla in fretta

 Le poesie delle donne

Donna che parla in fretta
(Anne Waldman n. a Millville, New Jersey, USA il 2/4/1945)

                                                                           Io è un altro
                                                                                Rimbaud
perché non ho saliva
perché non ho robaccia
perché non ho la polvere
perché non ho quello che c’è nell’aria
perché io sono aria
lasciate che vi tenti col mio magico potere:

                         sono una donna che grida
                         sono una donna di discorso
                         sono una donna di atmosfera
                         sono una donna sotto vuoto spinto
                         sono una donna di carne
                         sono una donna flessibile
                         sono una donna con i tacchi alti
                         sono una donna di stile alto
                         sono una donna automobile
                         sono una donna mobile
                         sono una donna elastica
                         sono una donna collana
                         sono una donna sciarpa di seta
                         sono una donna nonsoniente
                         sono una donna so-tutto

                         sono una donna a giornata
                         sono una donna bambola
                         sono una donna sole
                         sono una donna tardo pomeriggio
                         sono una donna orologio
                         sono una donna vento
                         sono una donna bianca

                         SONO UNA DONNA LUCE D’ARGENTO
                         SONO UNA DONNA LUCE D’AMBRA
                         SONO UNA DONNA LUCE DI SMERALDO

                         sono una donna conchiglia abalone
                         sono una donna abbandonata
                         sono la donna confusa, la babelica donna
                         sono la donna aborigena, la donna latitante
                         la donna assente
                         la donna trasparente
                         la donna assenzio
                         la donna assorbita, la donna tiranneggiata
                         la donna contemporanea, la donna beffarda
                         l’artista in sogno dentro la sua casa

                         sono la donna gadget
                         sono la donna druido
                         sono la donna Ibo
                         sono la donna Yoruba
                         sono la donna vibrato
                         sono la donna ondeggiante

                         sono la donna sventrata
                         sono la donna con le ferite
                         sono la donna con le tibie
                         sono la donna che erode
                         sono la donna sospesa
                         sono la donna seducente
                         sono la donna architetto
                         sono la donna trota
                         sono la donna tungsteno
                         sono la donna con le chiavi
                         sono la donna con la colla

                         sono una donna che parla in fretta

                         acqua che pulisce
                         fiori che puliscono
                         acqua che pulisce al mio passaggio…

Donna che parla in fretta
(Marina Rei n. a Roma il 5/6/1969)

Perché non ha saliva,
perché non ho robaccia,
perché non ho la polvere,
perché non ho quello che c’è nell’aria,
perché io sono aria.
Lasciate che vi tenti col mio magico potere.

Sono un donna che Grida
Sono una donna di Discorso
Sono una donna Non so niente
Sono una donna So tutto
Sono una donna a Giornata
Sono una donna Sole
Sono una donna Tardo pomeriggio
Sono una donna Luce d’argento
Sono una donna Luce d’ambra
Sono una donna Luce Smeraldo
Sono una donna Abbandonata
Sono una donna Confusa
Una donna Latitante
Una donna Assente
Una donna Trasparente
Una donna Assenzio
Una donna Tiranneggiata
Una donna Sventrata
Sono una donna con le Ferite
Sono una donna Seducente
Sono una donna che Parla in fretta
Sono una donna Vagabondo
Sono una donna Che sfida
Sono una donna Impazzita
Sono una donna Annientata
Una donna Detonante
Una donna Demone
Sono una donna Embrione
Sono una donna Paradiso
Sono un donna Solo
Sono un donna Farfalla
Sono un donna Giustizia.

Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.

Sono la donna Luna
Sono la donna Giorno
Sono la donna Bambola
Sono la donna Rock
La signora nel Lago
La signora nella Sabbia
Sono unaa donna Strega
Sono un donna Mendicante
Una donna Tenebra
Una donna Ombra
Una donna che Canta
Una donna che Dorme
Una donna Musica
Una donna Mistica
Una donna Kaktus
Sono una donna Terribile
Sono una donna Impaziente
Sono una donna Bamabina, e piangerò,
Sono una donna Senza fiato
Sono una donna Tagliata
Una donna Cucita
Sono una donna Infibulata
l’Artista che sogna dentro la sua casa
Sono una donna Criminale
Sono una donna Dissonante
Sono una donna Anarchica
Sono una donna Budda
Una donna Senza casa
Una donna Dimenticata
Una donna Divisa
Una donna che Balla nella sua casa
Sono una donna Contesa
Sono una donna Irrisolta
Che studia
Che scrive
Che chiama
Sono una donna Vendetta
Sono una donna Inventiva
Sono una donna Invettiva.

Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.

Sono una donna Angelo
Sono una donna Diavolo
Sono una donna Impoverita
Una donna con bambino
Una donna Ermafrodite
Sono una donna dai Piedi grandi
Sono una donna dal Cuore grande
Sono una donna con il Passaporto
Sono una donna Immigrante
Sono una donna Col peso sulle spalle
Sono una donna Vecchia
Sono una donna Principessa
Sono una donna Serpente
Sono una donna Sensibile
Sono una donna Senza sensi
Sono una donna Ambigua
Una donna Tecnologica
Una donna Magica
Sono una donna Ermetica
Una donna Zingara
Sono una donna Percussione
Sono una donna Ieratica
Sono una donna Vesuviana
Sono una donna Temeraria

Sono una donna Barracuda
Una donna Bellicosa
Una donna Caritatevole
Sono una Assassina sola
e sono seduta nella mia cella
Sono una donna Infiammata pronta a bruciare
Sono la Notoria Infedele
Una donna Infetta
Una donna nella sua casa

Sono un donna Innamorata.
Io so come urlare io so come cantare.
Sono la donna che parla in fretta.
Io so come urlare io so come cantare(x7)
Io so come Godere.

Roccia

 Le poesie delle donne

Roccia
(Sindiwe Magona n. a Gungululu, Eastern Cape (allora Transkei), Sud Africa il 27/8/1943)

Sono una roccia
Risoluta e forte.
Sono una roccia
Dannatamente robusta; non lo dimenticare.
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.

Non continuare a criticarmi. E smettila di stupirti oltremisura:
le crepe che vedi sono ferite di guerra, amico mio.
Giorno dopo giorno, io sono in battaglia,
Giorno dopo giorno, io dichiaro guerra,
Giorno dopo giorno, io schivo e corro e mi sottraggo e sorrido;
Schivando i colpi delle randellate,
Schivando i colpi sbadatamente scagliati verso di me;
Schivando i colpi sconsideratamente rovesciati addosso a me;
Schivando i colpi orditi con astuzia
E quei colpi, profondamente radicati nel profondo della psiche della nazione.

E a quel punto tu mi domandi: ma perché sanguini?

Sono una roccia
Risoluta e forte
Se così non fosse,
Non sarei qui a raccontarlo.

Pungiglioni

 Le poesie delle donne

Pungiglioni
(
Sylvia Plath Boston, Massachusetts, USA 27/10/1932 – Londra, Regno Unito 11/2/1963 – Premio Pulitzer per la poesia 1982)

A mani nude, maneggio i favi.
L’uomo in bianco sorride, a mani nude,
I nostri guanti di garza lindi e dolci,
Il collo dei nostri polsi gigli audaci.
Tra me e lui

Ci sono migliaia di celle nitide,
Otto favi dalle coppe gialle,
L’arnia stessa una tazza da tè,
Bianca a fiori rosa,
Con troppo amore l’ho smaltata

Pensando «Dolcezza, dolcezza».
Covate di celle grigie come fossili di conchiglie
Mi atterriscono, sembrano cosi vecchie.
Cosa sto comprando, mogano pieno di vermi?
C’è dentro una regina?

Se c’è, è vecchia,
Le sue ali sono scialli strappati, il corpo lungo
Ha ceduto la peluria –
Misero e spoglio e non regale, pietoso persino.
Sto in una colonna

Di donne alate, non miracolose,
Le schiave del miele.
Non sono una schiava
Anche se per anni ho mangiato polvere
E asciugato piatti coi miei capelli folti.

E visto la mia stranezza svaporare
Come rugiada azzurra dalla pelle pericolosa.
Mi odieranno,
Queste donne sempre affaccendate,
Le cui uniche novità sono la ciliegia schiusa, il trifoglio aperto?

È quasi finita.
Tutto è sotto controllo.
Ecco qui la mia macchina del miele,
Funzionerà senza pensare,
Si aprirà in primavera come vergine operosa

Per ripulire gli orli schiumosi
Come la luna, con le sue polveri avorio, ripulisce il mare.
Una terza persona sta a guardare.
Non ha niente a che fare con me o il venditore d’api.
Ora se n’è andato

Con otto grandi balzi, un grande capro espiatorio.
Qui c’è una pantofola, qui un’altra,
E qui la pezza quadrata di lino bianco
Che portava per cappello.
Era dolce,

Il sudore dei suoi sforzi una pioggia
Che tira il mondo in frutti.
Le api lo scoprirono,
Si modellarono sulle sue labbra come bugie,
Complicandone i lineamenti.

Pensarono che la morte fosse il giusto prezzo,
Ma io ho un io da ritrovare, una regina.
È morta, o dorme?
Dov’è stata,
Con il suo corpo rosso leone, le sue ali di vetro?

Ora lei vola
Più terribile che mai una ferita
Rossa nel cielo, una cometa rossa
Sulla macchina che l’ha uccisa –
Il mausoleo, la casa della cera.

Della stessa autrice: Ardente meriggio nei pratiIo sono verticalePapaveri a luglioSpecchio

Mito

 Le poesie delle donne

Mito
(Muriel Rukeyser New York City, USA 15/12/1913 – New York City, USA 12/2/1980)

Molto tempo dopo Edipo, vecchio e accecato, camminava per le
strade. Sentì un odore familiare. Era
la Sfinge. Edipo disse, “Ho una domanda.
Perché non ho riconosciuto mia madre?” “La tua risposta
era sbagliata”, disse la Sfinge. “Ma era quella che ha reso
tutto possibile”, disse Edipo. “No”, lei disse.
“Quando ho chiesto: che cos’è che cammina a quattro zampe la mattina,
due il giorno, e tre la sera, hai risposto:
l’Uomo. Non hai parlato della donna.”
“Quando si dice Uomo”, disse Edipo, “sono comprese anche
le donne. Lo sanno tutti.”
Lei disse, “È quello che pensi tu.”

Vi amai

Vi amai
(Dino Campana Marradi, FI 20/8/1885 – Scandicci, FI 1/3/1932)

Vi amai nella città dove per sole
strade si posa il passo illanguidito
dove una pace tenera che piove
a sera il cuor non sazio e non pentito
volge a un’ambigua primavera in viole
lontane sopra il cielo impallidito.