Ho incontrato in strada…

Ho incontrato in strada…
(Victor Hugo Besançon, Francia 26/2/1802 – Parigi, Francia 22/5/1885)

Ho incontrato in strada
un giovane poverissimo
che era innamorato.
Aveva un vecchio cappello,
la giacca logora;
l’acqua gli passava attraverso la suola delle scarpe
e le stelle attraverso l’anima.

Dello stesso autore: Lavoro minorile

Banche

Banche
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Le Banche
hanno sempre nascosto
l’asso nella manica.

Ho il conto
in rosso
perché molta gente
si masturba
a mio carico.

La banca
è il più grande teatro
di non pensiero.

(Da: Aforismi e Magie – BUR)

Della stessa autrice: A tutte le donneBambiniBandoCavernicola come sono…E’ piu’ facile ancoraFarfalle libereIl mio primo trafugamento di madreIl regno delle donneInno alla donnaIo non ho bisogno di denaroLa Terra SantaProfumata e fresca è la poesiaSolo una mano d’angeloSono nata il 21 a Primavera

Giovani senza lavoro – L’analfabeta politico

Giovani senza lavoro
(Valerio Magrelli n. a Roma il 10/1/1957)

I
Giovani senza lavoro
con strani portafogli
in cui infilare denaro
che non è guadagnato.

Padri nascosti allevano
quella sostanza magica
leggera e avvelenata
per le vostre birrette.

Condannati a accettare
un regalo fatato
sprofondate nel sonno
mortale dell’età,

la vostra giovinezza,
la Bella Addormentata,
langue nel sortilegio
di una vita a metà.

II.
Giovani senza lavoro
chiacchierano nei bar
in un eterno presente
che non li lascia andar.

Sono convalescenti
curano questo gran male
che li fa stare svegli
senza mai lavorare.

Di notte sono normali,
dormono come tutti gli altri
anche se i sogni sono vuoti
anche se i sogni sono falsi.

Falsa è la loro vita,
finta, una pantomima
fatta da controfigure,
interrotta da prima.

(1/9/2010)

Dello stesso autore: Ecce Video

Inviata da Antartica
L’analfabeta politico
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’interessa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante e il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Dello stesso autore: A quelli nati dopo di noiContro la seduzioneDella corruzioneGeneraleI bambini giocano alla guerraLa guerra che verràLa maschera del cattivoLe grucceLode del dubbioLode dell’imparareLode della dimenticanzaPrima vennero

Della corruzione

Della corruzione
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Così molti preferiscono far credere
di aver preso il denaro
per poter dominare
che lasciarsi dire che hanno dominato
per prendere denaro.
Ma dove aver denaro
significa dominare,
colà il dominare non è niente
che possa scusare
il rubar denaro.

Dello stesso autore: A quelli nati dopo di noiContro la seduzioneGeneraleI bambini giocano alla guerraLa guerra che verràLa maschera del cattivoLe grucceLode del dubbioLode dell’imparareLode della dimenticanzaPrima vennero

Via della Povertà

Via della Povertà
(Fabrizio De André Sassuolo, MO 5/11/1942 – Modena 7/10/2002)

Il Salone di bellezza in fondo al vicolo
è affollatissimo di marinai
prova a chiedere a uno che ore sono
e ti risponderà “non l’ho saputo mai”.

Le cartoline dell’impiccagione
sono in vendita a cento lire l’una
il commissario cieco dietro la stazione
per un indizio ti legge la sfortuna

e le forze dell’ordine irrequiete
cercano qualcosa che non va
mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera
su via della Povertà.

Cenerentola sembra così facile
ogni volta che sorride ti cattura
ricorda proprio Bette Davis
con le mani appoggiate alla cintura.

Arriva Romeo trafelato
e le grida “il mio amore sei tu”
ma qualcuno gli dice di andar via
e di non riprovarci più

e l’unico suono che rimane
quando l’ambulanza se ne va
è Cenerentola che spazza la strada
in via della Povertà.

Mentre l’alba sta uccidendo la luna
e le stelle si son quasi nascoste
la signora che legge la fortuna
se n’è andata in compagnia dell’oste.

Ad eccezione di Abele e di Caino
tutti quanti sono andati a far l’amore
aspettando che venga la pioggia
ad annacquare la gioia ed il dolore

e il Buon Samaritano
sta affilando la sua pietà
se ne andrà al Carnevale stasera
in via della Povertà.

I tre Re Magi sono disperati
Gesù Bambino è diventato vecchio
e Mister Hyde piange sconcertato
vedendo Jeckyll che ride nello specchio.

Ofelia è dietro la finestra
mai nessuno le ha detto che è bella
a soli ventidue anni
è già una vecchia zitella

la sua morte sarà molto romantica
trasformandosi in oro se ne andrà
per adesso cammina avanti e indietro
in via della Povertà.

Einstein travestito da ubriacone
ha nascosto i suoi appunti in un baule
è passato di qui un’ora fa
diretto verso l’ultima Thule,

sembrava così timido e impaurito
quando ha chiesto di fermarsi un po’ qui
ma poi ha cominciato a fumare
e a recitare l’A B C

ed a vederlo tu non lo diresti mai
ma era famoso qualche tempo fa
per suonare il violino elettrico
in via della Povertà.

Ci si prepara per la grande festa
c’è qualcuno che comincia ad aver sete
il fantasma dell’opera
si è vestito in abiti da prete

sta ingozzando a viva forza Casanova
per punirlo della sua sensualità
lo ucciderà parlandogli d’amore
dopo averlo avvelenato di pietà

e mentre il fantasma grida
tre ragazze si son spogliate già
Casanova sta per essere violentato
in via della Povertà.

E bravo Nettuno mattacchione
il Titanic sta affondando nell’aurora
nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
e il capitano grida “ce ne stanno ancora”,

e Ezra Pound e Thomas Eliot
fanno a pugni nella torre di comando
i suonatori di calipso ridono di loro
mentre il cielo si sta allontanando

e affacciati alle loro finestre nel mare
tutti pescano mimose e lillà
e nessuno deve più preoccuparsi
di via della Povertà.

A mezzanotte in punto i poliziotti
fanno il loro solito lavoro
metton le manette intorno ai polsi
a quelli che ne sanno più di loro,

i prigionieri vengon trascinati
su un calvario improvvisato lì vicino
e il caporale Adolfo li ha avvisati
che passeranno tutti dal camino
e il vento ride forte
e nessuno riuscirà a ingannare il suo destino
in via della Povertà.

La tua lettera l’ho avuta proprio ieri
mi racconti tutto quel che fai
ma non essere ridicola
non chiedermi “come stai”,

questa gente di cui mi vai parlando
è gente come tutti noi
non mi sembra che siano mostri
non mi sembra che siano eroi

e non mandarmi ancora tue notizie
nessuno ti risponderà
se insisti a spedirmi le tue lettere
da via della Povertà.

Er buffone

Er buffone
(
Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri Roma 26/10/1871 – Roma 21/12/1950)

Anticamente, quanno li regnanti
ciaveveno er Buffone incaricato
de falli ride – come adesso cianno
li ministri de Stato
che li fanno sta’ seri, che li fanno -,
puro el Leone, Re de la Foresta,
se messe in testa de volé er Buffone.
Tutte le bestie agnedero ar concorso:
l’Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,
e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo…
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe’ fallo ride e guadambiasse er posto:
però el Leone, tosto,
restava indiferente: nu’ rideva.
Finché, scocciato, disse chiaramente:
Lassamo annà: nun è pe’ cattiveria,
ma l’omo solo è bono a fa’ er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,
nojantri semo gente troppo seria!

Dello stesso autore: All’ombraEr cervoEr congresso de li cavalliEr grillo zoppoEr Sorcio de città e er Sorcio de campagnaEr testamento d’un arberoGiordano BrunoL’elezzione der PresidenteL’onestà de mi’ nonnaLa campana de la ChiesaLa Cecala d’oggiLa MascheraLa ninna-nanna de la guerraNummeriRiunione clericaleRomolo e RemoStella cadente