Avvoltoi

Avvoltoi
(Chinua Achebe n. ad Ogidi, Nigeria il 16/11/1930)

Coperto dal grigiore
e dalla pioggerellina di un’alba scoraggiata,
che nessun segnale del sorgere del sole va a rimescolare,
un avvoltoio,
appollaiato in cima alle ossa rotte di un albero morto,
accoccola vicino alla compagna la testa liscia ed ammaccata,
un ciottolo che sboccia da uno stelo
ancorato ad una discarica di piume disgustose,
e si china affettuosamente sul suo capo.

Ieri spolpavano gli occhi di un cadavere gonfio
in un fosso inzuppato
e ne mangiavano il contenuto delle budella.
Dopo l’abbuffata, si scelgono il posatoio,
tenendo i resti svuotati
alla comoda portata dei freddi occhi telescopici.
Davvero strano
come l’amore,
in altri modi così particolari,
scoverà un angolo in quell’ossario,
lo riordinerà e ci si avvolgerà, forse ci si addormenterà persino,
con la faccia girata verso il muro!

Così, il Comandante del campo di Belsen,
tornando a casa per passarci la giornata,
con i fumi dell’arrosto umano
che gli si aggrappano ribelli alle narici pelose,
si fermerà alla pasticceria
al ciglio della strada
e prenderà della cioccolata
per i teneri figlioletti
che aspettano a casa il ritorno del babbo.

Loda la generosa provvidenza,
se vuoi che conceda anche ad un orco
la tenerezza di una piccola lucciola
incapsulata nelle caverne ghiacciate
di un cuore crudele.
Altrimenti, dispera,
perché in ogni germe d’amore tra anime gemelle
è conficcata la perpetuità del male.

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