Questa pace

Questa pace
(Angela Figuera Aymerich Bilbao, Spagna 30/10/1902 – Madrid, Spagna 2/4/1984)

Quella Pace di ulivo e di colomba
raggiunta in verde acerbo e bianco puro
sul carminio violento del sangue
non è la pace di oggi mascherata
tra le carte e l’inchiostro bugiardo.

Questa è pace di petto crivellato
da vecchie baionette arrugginite
che abbandonò in tutti
gli angoli del mondo
i fucili che continuano a sparare
i cannoni che conservano il bramito
gli avvoltoi d’acciaio con il gozzo
pieno di mitraglia.

È pace di atterrito capriolo
che tenta il fango sporco e melmoso.

È solo pace di voli sperduti
di sperduto affanno di pianeti
senza orbita certa. Pace cenciosa, zoppa
etichettata di “ismi” e “anti”
gridata a squarciagola
nata in convegni ed assemblee
di ipocrisia oscura.

Pace e fetore di morti insepolti
inquieta di presagi
rosicchiata da ansie e psicosi.

È pace di fanciulli affamati
che non sanno come infilare i denti
nel pane fresco di mollica bianca
con lo scricchio dorato delle croste.

No. Questa nostra pace difficile
fermentata, tutta
appuntita e affilata
come vetro scheggiato
in cui le mani dure, chiuse
debbono tenere il cuore sospeso
perché non si affligga e non si trascini
non è pace di ulivo e di colomba.

Non è pace di gioia e di riposo.

Della stessa autrice: Il grido inutile

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