Tor de Cenci, la vera storia dello sgombero

 

Tor de Cenci, la vera storia dello sgombero
In video ruspe tra i bimbi rom in lacrime

 

L'ultimo sgombero a Tor de Cenci: un bambino mostra la sua casa dopo il passaggio delle ruspe (Proto)L’ultimo sgombero a Tor de Cenci: un bambino mostra la sua casa dopo il passaggio delle ruspe (Proto)

ROMA – I romani non lo sanno. Non sanno che cosa si prova a vedere buttare giù con la scavatrice la casa dove si è abitato per cinque, dieci anni. Sanno solo che da una parte c’è il Comune che dice: «Bonificato il campo di Tor de Cenci». E dall’altra ci sono Caritas e Comunità di Sant’Egidio che dicono: «Una vergogna, indegna  di una città civile».

I romani non lo sanno che una persona mite (nonostante il cognome) come monsignor Feroci, successore di don Di Tora e don Di Liegro alla Caritas diocesana, quando sono arrivati a dozzine i vigili a Tor de Cenci – non annunciati – con le ruspe per buttare giù il campo, davanti ad adulti e bambini, s’è messo a gridare perché era davvero una vergogna. Difficile fargli perdere la pazienza. Ma ci sono volte in cui «è troppo».

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