Ballata della masturbatrice solitaria

Ballata della masturbatrice solitaria
(Anne Sexton Newton, Massachusetts, USA 9/11/1928 – Weston, Massachusetts, USA 4/10/1974 – Premio Pulitzer per la poesia 1967)

La fine della cosa è sempre morte.
E’ lei la mia officina.. L’occhio viscido,
fuori dalla tribù di me stessa il mio respiro
scopre che te ne sei andato via. Metto terrore
a chi mi si avvicina.. Mi nutro.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

Un dito dopo l’altro lei è mia..
Non è così lontana.. Mi ci imbatto.
La suono come una campana. Scivolo
nel nido d’amore dove la montavi,
tu che mi prendevi in prestito sul copriletto a fiori.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

Prendi ad esempio questa notte, amore:
ogni singola coppia si compone,
su è giù si capovolge solidale,
e il due abbondante sopra piuma e spugna
si inginocchia spingendo, testa a testa.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

In questo modo schizzo dal mio corpo,
è un irritante miracolo. Ma posso
mettere sullo schermo il mercatino
dei sogni? Mi distendo. Crocifiggo.
Mia piccola susina la chiamavi.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

Poi viene la mia rivale occhi neri,
signora delle acque si leva sulla spiaggia,
ha dita vellutate da pianista,
labbra vezzose, voce come flauto.
E io una scopa con le gambe a X.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

Ti prese come una donna che prende
un vestito d’occasione dal mobile.
Mi spacco come si spacca una pietra.
Ti ridò i libri e gli attrezzi da pesca.
Dice il giornale che ti sei sposato.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

I ragazzi stanotte e le ragazze
sono tutt’uno. Aprono le camicie, abbassano
le cerniere, si tolgono le scarpe.
Spengono la luce. Le scintillanti
creature sono colme di menzogne.
Si mangiano l’un l’altra. Sono sazi.
Io da sola ogni notte sposo il letto.

Della stessa autrice: La casalingaLa terraRagazza ignota in reparto maternità

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