Bosco autunnale

Bosco autunnale
(Boris Abramovič Sluckij Slavjansk-na-Kubani, Russia 7/5/1919 – Tula, Russia 23/2/1986)

A chi somiglia il bosco in pieno autunno?
Soprattutto ad un sommesso incendio.
Lambiscono mute la coppa dei cieli
gialle lingue di fiamma.
Più d’uno scialle zingaro è screziato
il bosco ancora un pò verde.
Ad ogni albero, come ad un falò,
puoi riscaldarti l’anima.

Perché ti lamenti

Perché ti lamenti
(Peter Turrini n. a St. Margarethen in Lavanttal, Austria il 26/9/1944)

Perché ti lamenti
del silenzio di Dio,
disse l’insegnante di religione.
Guarda questo prato.
Dio ti parla tacitamente.
Puoi ascoltarlo
nel ronzio delle api
nello stormire del vento.
Puoi vederlo
Nel paziente crescere
dei fiori.
Oggi
al posto del prato
c’è un grande parcheggio.
Che dio è mai questo
che può essere ridotto al silenzio
da un’impresa edile della Carinzia?

Perdono

 Omicidio di Federico Aldrovandi 25/9/2005 – 25/9/2012

Perdono
(Dal blog Federico Aldrovandi)

Accetto volentieri di incontrare il capo della polizia Manganelli ed il ministro Cancellieri.
Non ho mai nutrito rancore nei confronti della Polizia anche se devo ammettere che da quella maledetta mattina le divise mi fanno paura.
Ora ci si aspetta che da una persona come me , probabilmente sopravvalutata, ci sia il perdono nei confronti dei quattro poliziotti che hanno tolto la vita a mio figlio Federico.
Io non sono forte.
Io non sono lungimirante.
Io non guardo avanti.
Io non passo oltre.
Io sono solo una madre che non si e’ voluta rassegnare alle menzogne, ai depistaggi , alle intimidazioni.
Sono una madre normale come tutte le madri che hanno partorito il proprio bimbo e lo hanno visto crescere fino a diventare quasi adulto.
Quasi.
Ecco, io sono debole. Sono debole perche’ non riesco a voltare pagina.
Sono debole perche’ non riesco a di dimenticare Federico che chiedeva aiuto e rantolava mentre quei quattro non lo ascoltavano e continuavano.
Non riesco a dimenticare che tutti hanno sentito , ma nessuno ha ascoltato.
Non riesco a dimenticare che se qualcuno , uno fra i tanti, avesse ascoltato la sua coscienza io avrei ancora il mio bambino e vivrei ancora felice nella mia vita anonima ma meravigliosa vedendo il suo farsi uomo.
Ora Stefano, il fratellino più’ piccolo , e’ diventato uomo. Ha 21 anni.
Vede la stanza intatta , da allora , del fratello piu’ grande che pero’ e’ rimasto ai suoi 18 anni.
Sembra che le vite dei due miei figli si siano avviate su due binari diversi…..
Federico non e’ morto . Non lo posso vedere , non lo posso abbracciare, baciare.
Federico per me e’ ancora li’ , su quell’asfalto, mentre invoca aiuto e supplica coloro che lo bastonano di smetterla.
Abbiamo ottenuto giustizia ad un prezzo enorme e dopo mille battaglie.
Ma nella mia storia di madre mai vi potrà essere un lieto fine.
Mi possono insultare , minacciare, ma , al di la’ della consapevolezza di aver restituito dignità alla memoria di mio figlio morto , non mi si chieda di perdonare ciò che per una madre e’ imperdonabile , insopportabile , inconcepibile.
Sarò felice di incontrare ancora il capo della polizia Manganelli ed il ministro Cancellieri.
A loro esprimerò ciò che riuscirò ad esprimere.
Ma il mio pensiero non potrà non andare a Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, e tanti, troppi altri.
Intanto nel mio cuore di ogni mattina e di ogni notte Federico e’ la’ che invoca aiuto senza che nessuno lo ascolti . Inutilmente. Come si può farsene una ragione?
Mamma di Federico

(7/7/2012)

Parlare

Parlare
(Paul Éluard Saint-Denis, Francia 14/12/1895 – Charenton-le-Pont, Francia 18/11/1952)

Parlare senza aver niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglie degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere….
tenendosi per mano.

Il mondo fa paura

 Giornata Internazionale della Pace

Il mondo fa paura
(Jarosław Iwaszkiewicz Kalnik, Croazia 20/2/1894 – Varsavia, Polonia 2/3/1980)

Il mondo fa paura
ma in esso nuotano
in un immenso acquario
betulle volpi
torrenti di fiori
strade di campagna
e case di legno
e ancora i concerti di Brahms
e i valzer di Chopin.

Donna

Donna
(Enzo Gragnaniello n. a Napoli il 20/10/1954)
(canta Mia Martini Bagnara Calabra, RC 20/9/1947 – Cardano al Campo, VA 12/5/1995)

Donne piccole come stelle
C’è qualcuno le vuole belle
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri
quelli godono come muli.

Donna come l’acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.

Donna fatti saltare addosso
in quella strada nessuno passa
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n’è andato soffiando il vento.

Donna come l’acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.

Distacco

Distacco
(Wang Jingzhi Jixi, Cina 1902 – Pechino, Cina 1996)

Chi amo sei tu,
la tua incomparabile dolcezza!
Come possa il tuo incanto essere così meraviglioso,
come… – non so dirlo.
Al mondo non vi è nulla che possa spiegarlo.

Sai tu che in un bacio mi regali una poesia?
Sai che questa poesia mi prende a morsi il cuore?
Con la poesia tu mi dai la passione,
e mi ubriachi completamente.

La scorsa notte ho sognato di baciarti,
oh che dolci labbra!
Svegliatomi non ho trovato la tua bocca;
spero mi invierai in sogno quel bocciolo.

La scorsa notte ho sognato una tua lettera,
di cui non comprendevo il senso,
solo riconoscevo la parola "amore",
spero mi scriverai in sogno chiaramente.

Quando dormo, vedo solo te entro la zanzariera;
quando bevo, vedo solo te nel mio bicchiere;
quando leggo, non vedo le parole, vedo solo te;
a scuola, non vedo ciò che l’insegnante traccia sulla lavagna, vedo solo te;

perché non fai altro che nasconderti,
ti lasci solo vedere e non ti lasci prendere?

Tuo padre in questi giorni è a casa?
Vorrei venirti a trovare,
ma ho paura del sapore del distacco;
ed alla fine non oserò incontrarti.
Se ti incontrassi come potrei poi separarmi da te?
No, anche se il distacco è sofferenza,
è una dolce sofferenza!
Dirò alla mia anima di venirti a cercare stanotte,
preparati a riceverla.

(Da: Vento di Hui, aprile 1922)

La Grande Jeanne

La Grande Jeanne
(Luciano Erba Milano 18/9/1922 – Milano 3/8/2010)

La Grande Jeanne non faceva distinzioni
tra inglesi e francesi
purché avessero le mani fatte
come diceva lei
abitava il porto, suo fratello
lavorava con me
nel 1943.
Quando mi vide a Losanna
dove passavo in abito estivo
disse che io potevo salvarla
e che il suo mondo era lì, nelle mie mani
e nei miei denti che avevano mangiato lepre in alta montagna.
In fondo
avrebbe voluto la Grande Jeanne
diventare una signora per bene
aveva già un cappello
blu, largo, e con tre giri di tulle.

(Da: Il male minore)

Serenata dell’operaio

Serenata dell’operaio
(George Bacovia Bacău, Romania 17/9/1881 – Bucarest, Romania 22/5/1957)

Io per voi sono un mostro,
Perché un desiderio covo, di tempi nuovi,
Per me nel mondo vostro non c’è posto…
Ma mi leverò in piedi presto.

Oh, dormi bene, sempre così,
In sogni dolci, orrido borghese,
Sospirando, i palazzi che ti innalzo,
So bene anche distruggerli.

In questa notte, ecco, risuona
Una rozza serenata
Agli amanti persi sotto la luna,
Poeti dall’amore putrido.

Oh, dormi nella notte infinita,
Borghese dall’aria trionfale,
Ma preistorico animale
Per la ragione dorata.

Non si piange sotto la bionda luna,
Ma si placano le vendette,
Ai martiri bagnati di sangue
Canto l’ultima serenata.

Oh, dormi… ma salirò verso il sole
In volo sublime di aeroplano…
Con sogni dolci, borghese tiranno,
È la terribile aurora…

(Da: Scintille gialle, 1926)