Il poeta

Il poeta
(Marina Ivanovna Cvetaeva Mosca, Russia 8/10/1892 – Elabuga, Russia 31/8/1941)

Ci sono al mondo i superflui, gli aggiunti,
non registrati nell’ambito della visuale.
(Che non figurano nei vostri manuali,
per cui una fossa da scarico è la casa).

Ci sono al mondo i vuoti, i presi a spintoni,
quelli che restano muti: letame,
chiodo per il vostro orlo di seta!
Ne ha ribrezzo il fango sotto le ruote!

Ci sono al mondo gli apparenti – invisibili,
(il segno: màcula da lebbrosario)!
ci sono al mondo i Giobbe, che Giobbe
invidierebbe se non fosse che:

noi siamo i poeti – e rimiamo con i paria,
ma, straripando dalle rive,
noi contestiamo Dio alle Dee
e la vergine agli Dei!

Ascolta

Ascolta
(Isabella Bordoni n. a Rimini il 30/8/1962)

ascolta
era mattina presto ma già l’alba del giorno dopo,
era una volta un uomo
e sapeva parole che prosperavano dal silenzio
era l’orizzonte la sua mèta,
era circonferenza il suo sguardo sul mare,
era pregiudizio il suo perdono,
era lodevole il suo incanto, disse
posso dunque accarezzarti, ora
con la mano con la mano aperta?
così lui fu’ per una volta un assassino.

per Libero Grassi

 In ricordo di Libero Grassi 1991 – 2012

per Libero Grassi
(Beppe Costa n. a Catania il 25/8/1941)

Mi sono sentito libero
col muro spallato e ancora più libero
quando hanno assassinato il dittatore con la moglie
liberissimo protestando davanti a carri armati
sicuro di mille ragioni di tanta libertà

Di libero qui c’è soltanto il tempo
nel caos di trame con più morti
ammazzati che in guerra
libero così come tanti nel passato
steso sotto il sole
accecante e caldo della Sicilia
bagno anche a dicembre!

Libero con strade che prendono il mio nome
Se però come sempre accade vince il nemico
è possibile mi buttino giù
con tutte queste lapidi e le targhe
e stupefatti chissà o per niente lungo il cammino
vedrò spuntare tante vie o piazze Riina e Ciancimino.

Canarino

Canarino
(Rita Dove n. ad Akron, Ohio, USA il 28/8/1952 – Premio Pulitzer per la poesia 1987)

a Michael S. Harper

La voce bruciata di Billie Holiday
aveva tante ombre quante luci,
un candelabro triste contro un lucido piano,
la gardenia la sua firma sotto la faccia rovinata.

(Ora sì che vai bene, batterista e basso,
cucchiaio magico, magico ago.
Prenditi la giornata se ti serve
col tuo specchio e il braccialetto di canto).

Il fatto è, l’invenzione di donne sotto assedio
è stata affinare l’amore al servizio del mito.

Se non puoi essere libera, sii un mistero.

Volete la pace nel mondo? Incominciate dai bambini

 

Volete la pace nel mondo? Incominciate dai bambini

 

da Repubblica
19 agosto 2012

Parlare della pace è parlare di qualcosa che non esiste. La pace genuina è introvabile in questo mondo e probabilmente non è mai esistita, se non come un obiettivo che non siamo mai stati capaci di raggiungere. Tutti vogliamo la pace. Ma come possiamo fare e da dove dovremmo cominciare? Credo che dovremmo cominciare dal basso, dai bambini. Voglio parlare dei bambini.

Delle preoccupazioni che ho rispetto a loro, e delle mie speranze per loro. I bambini di oggi, un giorno, manderanno avanti il mondo, se ne sarà rimasto qualcosa. Saranno loro a decidere rispetto alla guerra e alla pace e sul tipo di società che vorranno – se vorranno una società in cui la violenza continuaa crescere,o se preferiranno una società in cui la gente viva in pace e fratellanza. C’ è qualche speranza che saranno capaci di creare un mondo più pacifico di quello che ci siamo dati? E perché abbiamo fallito così miserevolmente, nonostante tutta la buona volontà che c’è?

L’intelligenza e le facoltà intellettuali sono congenite, ma i bambini non nascono con un seme che germoglia automaticamente e si trasforma in bene o in male. Ciò che decide se un bambino diventerà una persona aperta, fiduciosa, affettuosa, con una propensione a dei sentimenti comunitari o un lupo solitario spietato e distruttivo dipende da coloro che lo mettono al mondo e gli insegnano il significato dell’ amore – o da chi non è capace di mostrargli che cosa comporti l’amore. «Überall lernt man nur von dem, den man liebt», disse Goethe, e quindi deve essere vero.

Si impara solo dalle persone che si amano. Un bambino circondato dall’ amore e che ama i suoi genitori impara da loro un atteggiamento di amore verso tutto ciò che lo circonda, e mantiene questo atteggiamento per tutta la vita. Quanti bambini hanno ricevuto le loro prime lezioni di violenza «von denen die man liebt», da quelli che amano, dai loro stessi genitori? E poi hanno trasmesso le lezioni imparate di generazione in generazione? «Chi risparmia la verga, rovina suo figlio», ci ammoniva l’Antico Testamento.

Molte madri e padri hanno seguito questo insegnamento da allora. Hanno spesso brandito il bastone e lo hanno chiamato amore. Ci sono davvero tanti “bambini rovinati” in questo nostro mondo di oggi: quanti dittatori, tiranni, oppressori, torturatori… Che razza di infanzia hanno avuto? È una cosa che meriterebbe davvero di essere studiata. Io credo che dietro alla maggior parte di loro ci sia un padre tirannico o qualche altra figura responsabile della loro educazione, che ha brandito una verga o una frusta.

Traduzione Luis E. Moriones Tratto da Never Violence! © Saltkrakan AB/Astrid Lindgren 1978

 

E così anche a me

E così anche a me
(Vladimir Vladimirovič Majakovskij Bagdadi, Georgia 7/7/1893 – Mosca, Russia 14/4/1930)

Le flotte: anche loro convergono verso il porto.
Il treno: anche lui corre verso la stazione.
Ed io verso di te a maggior ragione,
perchè io amo,
mi sento proteso e attratto.
L’avaro cavaliere puskiniano scende
a godersi nel sotterraneo i suoi beni e a frugare.
Così io
a te ritorno amata.
Mio è questo cuore
e io godo di quanto è mio.
Voi ritornate a casa tutti lieti
a raschiarvi di dosso la sporcizia,
radendovi e lavandovi.
Così io
tornando a te.
Forse non vado a casa mia io,
quando vengo da te?
Il grembo terrestre attende i terrestri
Noi volgiamo alla meta finale.
Così io
verso di te
tendo inesorabilmente:
anche appena separati,
anche appena abbiamo finito di vederci.
Conclusione:
Niente cancellerà via l’amore,
nè i litigi, nè i chilometri.
E’ meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
di un amore immutabile e fedele.

Dello stesso autore: Il mare va a ritroso

Sei tu

Sei tu
(Paulo Coelho n. a Rio de Janeiro, Brasile il 24/8/1947)

Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita,
in te ho incontrato me stesso
e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi
cercando di comprenderti
ma, ho visto tutto quello che di me
mai avrei voluto vedere.
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza
i miei sensi di colpa e i miei complessi
le mie paure e la mia insofferenza
ho visto le mie tenebre e i miei demoni
allora, ho guardato ancora oltre
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!
Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu.

Vivi ogni cosa…

Vivi ogni cosa…
(Egisto Malfatti Viareggio, LU 23/8/1914 – Viareggio, LU 26/9/1997)

Vivi ogni cosa in tutta la sua pienezza,
ma se di quella cosa un solo frammento
ti attrae, tu di quel frammento
fanne subito un universo.
In un solo "straccàle"
c’è la corsa di mille fiumi.
In una sola vela
c’è il viaggio di mille prore.
Su di un’asta di "boma"
c’è la tela di mille vele.
In quest’ora, così vicina al tramonto,
c’è il calendario di tutta una vita.

Résumé

Résumé
(Dorothy Parker Long Branch, New Jersey, USA 22/8/1893 – New York, USA 7/6/1967)

I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;
l’acido macchia; i farmaci danno i crampi.
Le pistole sono illegali; i cappi cedono;
il gas fa schifo. Tanto vale vivere.

Mi confrontai con la donna che avevo raffigurato…

Mi confrontai con la donna che avevo raffigurato…
(Adonis n. a Latakia, Siria il 1/1/1930)

Mi confrontai con la donna che avevo raffigurato,
cominciai a cercarla ma
non trovai una figura a lei somigliante.
Non trovai alcun ponte
tra il mio corpo e il sogno
così rimasi a quel che immaginavo,
frequentando una mia illusione.

(Da: "Cento poesie d’amore")