Spiego alcune cose

Spiego alcune cose
(
Pablo Neruda Parral, Cile 12/7/1904 – Santiago, Cile 23/9/1973 – Premio Nobel per la letteratura 1971)

VOI CHIEDERETE: e dove stanno i lillà?
E la metafisica nascosta dei papaveri?
E la pioggia che a minuti colpirà
le sue parole riempindole
di buchi e di uccelli?

Vi voglio raccontare tutto quello che mi succede.

Io vivevo in un quartiere
di Madrid, con campane,
orologi e alberi.

Da lì si vedeva
il volto asciutto della Castiglia
un corpo grande come l’oceano.
La mia casa era chiamata
la casa dei fiori, perchè da tutte le parti
divampavano gerani: era
una bella casa
con cani e bambini.
Raúl, ti ricordi?
Ti ricordi, Rafael?
Federico, ti ricordi
da sotto terra,
ti ricordi della mia casa coi balconi da dove
la luce di giugno affogava fiori nella tua bocca?
Fratello! Fratello!
Dappertutto
erano grandi voci, sale di mercanzie,
agglomerazioni di pane palpitante,
mercati del mio quartiere di Argüelles con la sua statua
come un calamaio pallido fra i merluzzi:
l’olio arrivava ai cucchiai,
il profondo battito di piedi e mani riempiva i vicoli,
i metri, i litri, essenza
acuta della vita,
pesci ammucchiati,
tessitura di tetti con un freddo sole in cui
la freccia fatica a passare,
delirante avorio delle patate,
distese infinite di pomodori fino al mare.

E una mattina tutto era in fiamme,
E una mattina i roghi
Uscivan dalla terra,
Divorando esseri,
E da allora fuoco,
Da allora polvere da sparo,
Da allora sangue.

Banditi con aerei e con mori,
Banditi con anelli e duchesse,
Banditi con neri frati benedicenti
Arrivavan dal cielo a uccidere bambini,
E per le strade il sangue dei bambini
Correva semplicemente, come sangue di bambini.

Sciacalli che lo sciacallo schiferebbe,
Sassi che il cardo secco sputerebbe dopo morsi,
Vipere che le vipere odierebbero!
Davanti a voi ho visto
Sollevarsi il sangue della Spagna
Per annegarvi in una sola onda
Di orgoglio e di coltelli!

Generali
Traditori:
Guardate la mia casa morta,
Guardata la Spagna spezzata:
Però da ogni casa morta esce metallo ardente
Invece di fiori,
Da ogni foro della Spagna
La Spagna viene fuori,
Da ogni bambino morto vien fuori un fucile con occhi,
Da ogni crimine nascono proiettili
Che un giorno troveranno il bersaglio
Del vostro cuore.

Chiederete: perché la tua poesia
Non ci parla del sogno, delle foglie,
Dei grandi vulcani del paese dove sei nato?
Venite a vedere il sangue per le strade,
Venite a vedere
Il sangue per le strade,
Venite a vedere il sangue
Per le strade!

(da: ESPAÑA EN EL CORAZÓN, 1937)

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