ricordo il mio futuro come un incubo…

ricordo il mio futuro come un incubo…
(Edoardo Sanguineti Genova 9/12/1930 – Genova 18/5/2010)

ricordo il mio futuro come un incubo: non so prefigurarmi il mio passato:
oggi, che non mi vedo e che mi vedo, ti vedo, credo, e non ti vedo più:
sdatato
(sdato e sdentato), chiudo nella mia bocca la tua lingua, spremo tra le mie dita
le tue dita: e me le sbatto tra le mie grame ginocchia, tra le mie cosce
flosce (sopra le mie noci insaccate bacate, sopra la mia frigida anguilla
marinata):
sono nelle tue mani (in buone mani): e ci tremo, e ci godo: (e
ci sbando, e ci sbrodolo):
e così siamo, noi, due anime disgiunte e un corpo solo:

(da: "Il gatto lupesco")

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