Tunnel

Tunnel
(Adrienne Rich Baltimora, Maryland, USA 16/5/1929 – Santa Cruz, California, USA 27/3/2012)

In quegli anni, la gente dirà, abbiamo perso traccia
del significato di noi, di voi
ci siamo trovati
ridotti a Io
e tutto è diventato stupido, ironico, terribile;
stavamo cercando di vivere una vita personale
e sì, quella era la sola vita
che potevamo testimoniare
Ma i grandi uccelli scuri della storia urlarono e si posarono
dentro al nostro tempo metereologico personale
Erano diretti da qualche altra parte ma i loro becchi e le loro ali portavano
lungo la spiaggia, attraverso gli stracci di nebbia
dove noi eravamo in piedi, dicendo Io.

Profumata e fresca è la poesia

Profumata e fresca è la poesia
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

I

Profumata e fresca è la poesia
bella e allegra lei zampilla
dalla fonte d’alabastro stesa al sole.
Del pellegrino innamorato si gingilla
dolcemente brilla la sua gioia intorno
tutto è incanto e tutto è amore.

II

La regina delle rose
conta tutte quante le sue spine
le raccoglie in fasci ed il suo sorriso
risplende nella luce del meriggio.

III

Il pellegrino cammina e nella sua bisaccia
c’è il pane per l’inverno e per l’estate
il seme biondo e l’acqua canterina.

Milano, 7 Settembre 2006

Qualche parola sull’anima

 Le poesie delle donne

Qualche parola sull’anima
(Wisława Szymborska Kórnik, Polonia il 2/7/1923 – Cracovia, Polonia 1/2/2012; Premio Nobel per la letteratura 1996)

L’anima la si ha ogni tanto, nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ più a lungo, sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da’ una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli, si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
è schifiltosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi,
è presente accanto a noi solo quando essi sono uniti.
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi,
che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.

Gli eterni tre

 Le poesie delle donne

Gli eterni tre
(Tove Ditlevsen Copenhagen, Danimarca 14/12/1917 – Copenaghen, Danimarca 7/3/1976)

Ci sono due uomini nel mondo, che
costantemente m’incrociano la strada,
l’uno è colui che amo,
l’altro colui che mi ama.

L’uno è un sogno notturno
e abita nella mia mente buia,
l’altro sta alla porta del mio cuore
ed io mai gli apro.

L’uno mi ha dato un primaverile soffio
di felicità che subito dispariva,
l’altro mi ha dato tutta la sua vita
e non è stato mai ripagato di un’ora.

L’uno freme del canto del sangue
dove l’amore è puro e libero,
l’altro ha a che fare con il triste giorno
in cui affogano i sogni.

Ogni donna si trova tra questi due,
innamorata e amata e pura…
una volta ogni cent’anni può succedere
che essi si fondano in uno.

Il regno delle donne

 Le poesie delle donne

 

Il regno delle donne
(Alda Merini Milano 21/3/1931 – Milano 1/11/2009)

Cè un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d’oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l’amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.

Perchè? (Why?)

 Le poesie delle donne

Perchè? (Why?)
(Annie Lennox n. ad Aberdeen, Regno Unito il 25/12/1954)

Quante volte devo cercare di dirti
che mi dispiace per le cose che ho fatto
Ma quando inizio a farlo tu mi dici:
"Ehi, i problemi sono appena ciminciati".
Troppe volte dico a me stessa
Ma imparerai mai a tenere la tua boccaccia chiusa?
E’ per questo che fa così male sentire le parole
che continuano a uscire dalla tua bocca.
Dimmi…
Perché?

Posso essere folle
Posso essere cieca
Posso essere ferocemente crudele
Ma posso ancora leggerti nel pensiero
E ho sentito dire troppe volte:
Staresti meglio altrove.
Perché non riesci a vedere che questa nave sta affondando?
Perché?
Andiamo sulla riva
Possiamo spazzare via questi dubbi
Alcune cose è meglio tacerle
Ma ancora mi sconvolgono
Dimmi…
Perché?

Questo è il libro che non ho mai letto
Queste sono le parole che non ho mai detto
Questa è la via che non ho mai percorso
Questi, invece, sono i sogni che farò
Questa è la gioia che raramente si diffonde
Queste sono le lacrime che abbiamo versato
Questa è la paura
Questo è il terrore
Questo è ciò che è nella mia testa
E questi sono gli anni che abbiamo trascorso insieme 
Questo è ciò che rappresentano.
E questo è quel che sento.
Sai come mi sento?
Perché non credo che tu sappia cosa provo
Tu non sai cosa provo.