Biografia immaginaria

Biografia immaginaria
(Rainer Maria Rilke Praga, Repubblica Ceca 4/12/1875 – Montreux, Svizzera 29/12/1926)

Prima un’infanzia, sconfinata e senza
rinuncia e meta. O piacere inconscio.
D’improvviso terrore, barriera, scuola, servitù;
cadere in tentazione, perdere.

Ostinazione. Chi fu piegato impara a piegare,
altri pagano la sua disfatta.
Amato, temuto, lui salva, lotta, vince
e trionfa, colpo su colpo.

E poi solo, nell’ampia distesa fredda e lieve.
Ma in fondo alla figura eretta
il respiro cerca quella prima antica cosa…

Sul tempo

Sul tempo

(Khalil Gibran Bsharri, Libano 6/1/1883 – New York, USA 10/4/1931)

 

E un astronomo disse: Maestro, che sai dirci del Tempo?
Ed egli rispose:
Voi vorreste misurare il tempo, che è smisurato e immisurabile.
Vorreste conformare la vostra condotta, e perfino guidare il corso dello spirito, secondo le ore e le stagioni.
Vorreste fare del tempo una corrente sulle cui rive sedervi a guardarla fluire.

Eppure ciò che in voi è senza tempo, sa che la vita è senza tempo.
E sa che ieri e domani non sono che il ricordo ed il sogno dell’oggi.
E che quello che in voi medita e canta vive tuttora nei confini di quel primo momento che seminò le stelle nello spazio.

Chi di voi non avverte che il suo potere d’amare è senza limiti?
Eppure chi non sente che questo stesso amore, sebbene illimitato, è racchiuso nel centro del suo essere, e che non muove da pensiero d’amore verso pensiero d’amore, né da fatti d’amore verso altri fatti d’amore?
E non è il tempo, come è anche l’amore, indiviso ed immoto?

Ma se dovete nella vostra mente scandire il tempo in stagioni, lasciate che ogni stagione cinga tutte le altre,
E che l’oggi abbracci il passato col ricordo, ed il futuro col desiderio.

(da: Il Profeta, 1923)

Peace

Peace
(
Peter Sinfield n. a Londra, Regno Unito il 27/12/1943)
(
King Crimson)

PEACE
a beginning

I am the ocean
Lit by the flame
I am the mountain
Peace is my name
I am the river
Touched by the wind
I am the story
I never end.

PEACE
an end

Peace is a word
Of the sea and the wind.
Peace is a bird who sings
As you smile.
Peace is the love
Of a foe as a friend;
Peace is the love you bring
To a child

Searching for me
You look everywhere,
Except beside you.
Searching for you
You look everywhere,
But not inside you.

Peace is a stream
From the heart of a man;
Peace is a man, whose breadth
Is the dawn.
Peace is a dawn
On a day without end;
Peace is the end, like death
Of the war.

Pace

PACE
un inizio

Io sono l’oceano
acceso dalle fiamme
Io sono la montagna
Pace è il mio nome
Io sono le rive
toccate dal vento
Io sono la storia
Io non finisco.

PACE
una fine

Pace è una parola
del vento e del mare
Pace è un uccello che canta
mentre tu sorridi
Pace è l’amore
quando un nemico è al posto di un amico
Pace è l’amore che porti
a un bambino

Cercando per me
tu guardi d’ovunque
eccetto dentro di te
Cercando per te
tu guardi ovunque
ma non dentro di te

Pace è un ruscello
che sgorga dal cuore di un uomo
Pace è un uomo il cui respiro
è l’alba
Pace è un’alba
di un giorno senza fine
Pace è la fine, come la morte
lo è della guerra.

Cena di Natale

Cena di Natale
(
Cristiana Cafini Teramo 30/6/1968 – Roma 2/10/2011)

Una tavola di cristallo
e tutt’intorno statue
lucenti strenne colorate,
vino, cibi invitanti
nel motivetto del carillon.
Sedute, come inchiodate sagome
di figli, di padre e di madre.
La bocca serrata, il cuore
non parla né sfiora le mani.
Esistono per tutto il resto.

E’ Natale
(
Mina nome d’arte di Mina Anna Mazzini n. a Busto Arsizio, VA il 25/3/1940)

Arriva di nuovo Natale
la gente è più falsa di prima
s’insegna ai bambini
a mentire
si aiuta l’ortica a salire
si porge la mano
si allunga una mancia
scordando di colpo però
il male di pancia.
La prego, si accomodi pure
si sieda al tavolo dieci,
la smetta con i complimenti,
oggi siam tutti parenti
oggi è Natale
oggi è Natale,
passati due giorni però
te la faccio pagare.

Y la noche llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
Y en dia llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
E l’amore vincerà
el dì avolverà
la vida que es?

Panettone, champagne quella sera
a casa con tutti gli amici
mi sento fin troppo da sola,
seduta in mezzo ad un coro,
ho gli occhi pesanti
in certi momenti
la voglia di dire "non va"
rinchiusa tra i denti.

Y la noche llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
Y en dia llegarà
qui sas si cambiarà
la vida que es?
E l’amore vincerà
el dì avolverà
la vida que es?

Ninna Nanna al Bambinello
(dai commenti)
di Anna Marinelli

Ninna-nanna, ninna- nanna
bimbo bello, non tremare,
se non hai una culla calda,
forse un bue e un asinello
scaldano più che un fuocherello.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi figlio, non pensare,
che un giorno le tue braccia
sulla croce stenderai,
pensa solo che tua mamma
più ti stringe e più s’infiamma.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi dormi, bambinello,
tu, il re dell’universo,
non hai latte, non hai ori,
solo l’oro dei re magi,
solo il latte dei pastori.

Ninna-nanna, ninna-nanna
su sorridi e non pensare
che la fronte tua bella
un giorno sangue dovrà grondare,
pensa solo ai caldi baci
che la mamma ti sa dare.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi bimbo, non temere
nella notte così buia
s’ode un canto d’Alleluja

È un canto che si espande
sopra tutto l’Universo,
dormi Fglio, non pensare
il tuo sangue non è perso.

Ninna-nanna, ninna-nanna
dormi bimbo, non temere,
in quest’ora tutto tace,
tu hai portato tanta Pace.

Aerobanchetto Futurista di Marinetti

Aerobanchetto Futurista di Marinetti
28 dicembre 1930, il quotidiano torinese ”La Gazzetta del Popolo” pubblicò a piena pagina il Manifesto della Cucina Futurista, scritto e meditato da Filippo Tommaso Marinetti, il già fondatore del Futurismo, quel movimento culturale e artistico nato nel 1909, le cui teorie rinnegavano l’arte del passato per aderire con forme vive al dinamismo della vita moderna.
Marinetti conscio di una perduta attenzione verso le sue idee, sia da parte del regime, che precedentemente lo onorava come ”italiano nuovo”, che da parte del grande pubblico, incuriosito da passatempi moderni come il cinema ed il jazz, intuì che vi era un capitolo da sfruttare: quello della cucina. All’epoca ci si accontentava di poco e l’industria alimentare, salve pochissime marche, era a livello artigianale. A rileggere oggi il manifesto gastronomico Futurista, si intuisce che alcuni dei suggerimenti di Marinetti hanno trovato applicazione.
Esempi ne sono l’integrazione dei cibi con additivi e conservanti, o l’adozione in cucina di strumenti tecnologici per tritare, polverizzare ed emulsionare.
Le ricette che apparivano allora rivoluzionarie, anche se in parte erano solo derivate da preparazioni rinascimentali, furono in alcuni casi un’anticipazione della nouvelle cuisine all’italiana.
Così, ”rombi d’ascesa” era un risotto decorato con spicchi d’arancia, mentre il famoso ”carne plastico” era una variante dei polpettoni di carne e verdure con l’aggiunta di miele.
L’iniziativa gastronomica Marinettiana toccò l’apice dell’impopolarità con la guerra alla ”pasta asciutta”. Quel cibo di lenta digestione e senza entusiasmo definito inoltre dal maestro: ”una palla e un rudere che gli italiani portano nello stomaco come ergastolani o archeologi”.
Invece, il successo maggiore di pubblico e di stampa i futuristi lo ebbero con gli ”aerobanchetti”.
Memorabile quello organizzato a Bologna nel ’31. Niente tovaglia, sostituita da foglie di alluminio e piatti di metallo. Tavola a forma di aereo, con al centro delle due appendici raffiguranti le ali, una motocicletta come motore.
Dopo la portata ”aeroporto piccante” (insalata russa), venne servito ”rombi d’ascesa” (risotto con arancia), durante il quale Marinetti proclamò: ”voliamo a ottomila metri: sentite come questo nutre e favorisce lo stomaco.” Dai commensali si levò allora una richiesta urlante: ”vogliamo il carburante.” S’inneggiava al lambrusco, travasato in latte da benzine. Furono poi anche serviti: ”la sveglia stomaco”, ”l’alga spuma tirrena” e ”il pollo d’acciao” (arrosto ripieno di confettini argentei). 
 

La ricetta: Rombi d’ascesa – Futuristi

Mondate e tritate finemente una cipolla, quindi fatela appassire in una casseruola con tre cucchiaiate d’olio d’oliva. Aggiungete del riso e a fiamma vivace tostatelo per alcuni minuti ed infine sfumatelo con del vino bianco. Proseguite la cottura del riso aggiungendo di tanto in tanto del brodo bollente. Nel frattempo, per il condimento, riducete a filettini sottili la buccia di mezza arancia che sbollenterete in un pentolino con acqua e aceto.
Mettete poi a riscaldare del sugo di arrosto, allungato con del marsala, del rum e il succo di mezza arancia. Lasciate sobbollire il sughetto e togliete dal fuoco il riso al dente.
Servite disponendo nei piatti di portata il riso cosparso del condimento con sopra i filetti d’arancia adagiati a cascata.

(da: www.guidasicilia.it)

Albero di Natale

Un "reperto" datato 1943 (ma forse addirittura prima).
In piena guerra l’Orchestra dell’EIAR diretta per la
circostanza dal Maestro Spaggiari riuniva accanto a se
i bimbi del coro di voci bianche creato dall’emittente di
stato per la realizzazione dei programmi dedicati
all’infanzia dell’epoca per la registrazione di un disco
tutto natalizio.

La coltura degli alberi di Natale

La coltura degli alberi di Natale
(
Thomas Stearns Eliot Saint Louis, Usa 26/9/1888 – Londra, Regno Unito 4/1/1965 – Premio Nobel per la letteratura 1948)

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale,
e alcuni li possiamo trascurare:
il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,
il rumoroso (essendo i bar aperti fino a mezzanotte),
e l’infantile – che non è quello del bimbo
che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato
spiegante l’ali alla cima dell’albero
non solo una decorazione, ma anche un angelo.
Il fanciullo stupisce di fronte all’albero di Natale:
lasciatelo dunque in spirito di meraviglia
di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto;
così che il rapimento splendido, e lo stupore
del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto
dei primi doni ricevuti (ognuno
con un profumo inconfondibile e eccitante),
e l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento
atteso e che stupisce al suo apparire,
e reverenza e gioia non debbano
essere mai dimenticate nella più tarda esperienza,
nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio,
nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento.