La verità, vi prego, sull’amore

La verità, vi prego, sull’amore
(Wystan Hugh Auden York, Regno Unito 21/2/1907 – Vienna, Austria 29/9/1973 – Premio Pulitzer per la poesia 1948)

Dicono alcuni che amore è un bambino e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo e alcuni che è un’assurdità
e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare quello dei cammelli o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un prugno o è lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli? La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle cronache dei suicidi
e l’ho visto persino scribacchiato sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione su una chitarra o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste è un finimondo? Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace? La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare in un capanno, lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead, e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo, o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie? Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro? È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte? La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare, proprio mentre sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo? Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita? La verità, vi prego, sull’amore.

Il passaggio dei sensi

Il passaggio dei sensi
(A’isha Arna’ut n. in Siria nel 1946)

Dove finisce l’onda
e dove inizia il mare?

Dove finisce il corpo
e dove iniza l’ombra?

Dove finiscono le tenebre
e dove iniza la luce?

Le parole respirano fuori dalla loro cornice
i sensi si increspano e si distendono
simili a un oceano di un cerchio
il cui centro è inesitente.

Non siamo altro che una
delle probabilità dell’esistenza.

La nostra vita
è un buffo insieme di dubbi
un equivoco di possibilità concesse.

Mi rivolgo a ciò che è informe
procedo verso il nascondiglio.

Quando cercherò di raccogliere l’esperienza?
Come potrò trovare l’imbarcazione?
nell’annullamento del tempo e dello sviluppo che retrocede?

La luce non ha forma
l’onda non ha confini
l’io non ha facciate
la passione non ha orrizzonti.

Sii luce
onda
passione.

Sii te stesso.

(Da: "Non ho peccato abbastanza", antologia di poetesse arabe contemporanee)

Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti

Voglio uno sciopero dove incontrarci tutti
(Gioconda Belli n. a Managua, Nicaragua il 9/12/1948)

Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai, di colombe
di autisti, di fiori
di tecnici, di bambini
di medici, di donne.

Voglio un grande sciopero,
che arrivi sino all’amore.
Uno sciopero dove si fermi tutto,
l’orologio, le fabbriche
lo stabilimento, le scuole
l’autobus, gli ospedali
la strada, i porti.

Uno sciopero di occhi, di mani, di baci.
Un grande sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che si allontana.

<!–

–> <!– –>

Settembre

Settembre
(Attilio Bertolucci Parma 18/11/1911 – Roma 14/6/2000)

Chiaro cielo di settembre
illuminato e paziente
sugli alberi frondosi
sulle tegole rosse

fresca erba
su cui volano farfalle
come i pensieri d’amore
nei tuoi occhi

giorno che scorri
senza nostalgie
canoro giorno di settembre
che ti specchi nel mio calmo cuore.