Spiegami, Amore

Spiegami, Amore
(Ingeborg Bachmann Klagenfurt, Austria 25/6/1926 – Roma 17/10/1973)

Il tuo cappello si alza leggero, saluta, si agita nel vento,
il tuo capo scoperto fa innamorare le nuvole,
il tuo cuore ha da fare altrove,
la tua bocca si arricchisce di nuovi idiomi,
l’erba tremolina riempie i campi,
l’estate accende e spegne il tarassaco,
e tu, accecata dai fiocchi, sollevi il viso,
ridi e piangi e ti distruggi,
cosa può succederti di più –

Spiegami, Amore!

Il pavone fa la ruota in un festoso stupore,
la colomba rialza il suo bavero di penne,
l’aria si distende piena di richiami,
il maschio dell’anitra stride, tutto il paese
attinge miele selvatico, e anche nel semplice parco
le aiuole sono orlate di polvere d’oro.

Il pesce arrossisce, supera il suo banco
e sfreccia tra grotte fino a un letto di coralli.
Musica di sabbia argentea fa danzare lo scorpione,
la blatta dall’odorato fine fiuta la Magnifica;
se io avessi questo suo senso, sentirei
che sotto la sua corazza risplendono ali
e andrei verso il più distante cespo di fragole!

Spiegami, Amore!

L’acqua sa parlare,
le onde si prendono per mano,
nei campi l’uva si gonfia, scoppia e cade.
E con quanta fiducia la chiocciola esce di casa!

Ogni pietra è in grado di ammorbidire un’altra pietra!

Spiegami, Amore, ciò che io spiegare non so:
dovrei superare questo breve, terribile frangente
piena solo di pensieri e, solitaria,
non conoscere né fare nulla di amorevole?
Non si nota l’assenza di chi troppo pensa?

Tu dici: chi pensa è pieno di altro spirito…
Non dir nulla. Vedo la salamandra
che va attraverso tutte le fiamme.
Non ha terrore e non prova dolore.

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