Li du’ ggener’umani

Li du’ ggener’umani
(Giuseppe Gioachino Belli Roma 7/9/1791 – Roma 21/12/1863)

Noi, se sa, ar Monno semo ussciti fori
impastati de mmerda e dde monnezza.
Er merito, er decoro e la grannezza
sò ttutta marcanzia de li Siggnori.

A su’ Eccellenza, a ssu’ Maestà, a ssu’ Artezza
fumi, patacche, titoli e sprennori;
e a nnoantri artiggiani e sservitori
er bastone, l’imbasto e la capezza.

Cristo creò le case e li palazzi
p’er prencipe, er marchese e ’r cavajjere,
e la terra pe nnoi facce de cazzi.

E cquanno morze in crosce, ebbe er penziere
de sparge, bbontà ssua, fra ttanti strazzi,
pe cquelli er zangue e ppe nnoantri er ziere.

7/4/1834

I due generi umani

Noi, si sa, siamo venuti al Mondo,
impastati di merda e di immondizia.
Il merito, il decoro e la grandezza
sono tutte mercanzie per i Signori.

A sua Eccellenza, a sua Maestà, a sua Altezza
incensamenti, medaglie, titoli e splendori;
e a noi altri artigiani e servitori
il bastone, la soma e la cavezza.

Cristo creò le case e i palazzi
per il principe, il marchese e il cavaliere,
e la terra per noi, facce di cazzo.

E quando morì in croce, ebbe il pensiero
di spargere, bontà sua, fra tanti strazi,
per quelli il sangue e per noi altri il siero.

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