Brame

Brame
(Konstantinos Kavafis Alessandria d'Egitto 29/4/1863 – Alessandria d'Egitto 29/4/1933)

Corpi belli di morti, che vecchiezza non colse:
li chiusero, con lacrime, in mausolei preziosi,
con gelsomini ai piedi e al capo rose.
Tali sono le brame che trascorsero
inadempiute, senza voluttuose
notti, senza mattini luminosi.

Non c’è nessuna speranza

Non c’è nessuna speranza
(
Idea Vilariño Montevideo, Uruguay 18/8/1920 – Montevideo, Uruguay 28/4/2009)

Non c’è nessuna speranza
che tutto si sistemi
che si calmi il dolore
e il mondo si organizzi.
Non bisogna illudersi che
la vita ordini le sue
caotiche esigenze
i ciechi gesti suoi.
Non ci sarà un finale felice
né un bacio interminabile
assorto abbandonato
che preluda a altri giorni.
Nemmeno ci sarà una fresca
mattina profumata
di giovane primavera
per cominciare allegri.
Anzi tutto il dolore
invaderà di nuovo
e non ci sarà cosa libera
dalla sua dura macchia.
Bisognerà andare avanti
continuare a respirare
sopportare la luce
e maledire il sonno
cucinare senza fede
fornicare senza passione
masticare senza voglia
per sempre senza lacrime.

Generale

Generale
(Bertolt Brecht Augusta, Germania 10/2/1898 – Berlino, Germania 14/8/1956)

Generale, il tuo carro armato è una macchina potente.
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Reliquiario

Reliquiario
(Tullia De Mayo Napoli 13/7/1922 – 28/5/2001)

La memoria è un reliquiario
traggo tremando
le gemme del tuo amore:
Com'è crudele e dolce
il tuo ricordo
ora che la tua mano
più non mi piega come giunco,
viene e va come la luce
di un mattino d'inverno
popolando solitudini e deserti
e mi lascia
accanto a un pozzo disseccato.

(da: L' Ala del Sogno)

Dedicata a Utente: jouy jouy

Vecchio partigiano


25/4/1945 – 66° ANNIVERSARIO – LA RESISTENZA CONTINUA…

Vecchio partigiano
(Pietro Tajetti "Mario" Milano 10/8/1922 – Milano 24/11/2006)

Dove vai, rasentando i muri della città
sembri assorto in pensieri lontani,
forse stai ricordando la tua gioventù,
i tuoi vent'anni,
anche allora rasentavi i muri imbracciando un fucile,
qualcuno vestito di nero
voleva impedirti di realizzare i tuoi sogni.
Qualcuno voleva impedirti
che altri uomini, altre donne, altri bambini
vivessero in un mondo diverso
fatto di lavoro, di benessere, di felicità
non so se oggi si possa dire
che tutto si sia realizzato..
ma i sogni restano
e quelli nessuno potrà toglierteli
vecchio partigiano.

Il rinnegamento di San Pietro

Il rinnegamento di San Pietro
(Charles Baudelaire Parigi, Francia 9/4/1821 – Parigi, Francia 31/8/1867)

Che se ne fa Dio di quel fiotto d’anatemi
che sale ogni giorno verso i suoi diletti Serafini?
Come un tiranno satollo di carne e di vini,
s’addormenta al dolce brusio delle nostre orrende bestemmie.

I singhiozzi dei martiri e dei supplizziati
sono certamente una sinfonia inebriante,
se, malgrado il sangue che costa la loro voluttà,
i cieli non ne sono ancora sazi.

– Ah! Gesù, ricordati dell’Orto degli Ulivi!
Nella tua ingenuità pregavi in ginocchio
colui che nel suo cielo rideva al rumore dei chiodi
che ignobili carnefici piantavano nella tue carni vive.

E quando vedesti sputare sulla tua divinità
la feccia del corpo di guardia e delle cucine,
e sentisti penetrare le spine
nel tuo cranio in cui viveva l’immensa Umanità;

quando il tremendo peso del tuo corpo stremato
stirava le tue braccia distese, e il tuo sangue
e il tuo sudore colavano dalla tua fronte impallidita,
e fosti posto davanti a tutti come un bersaglio,

ripensavi a quei giorni così radiosi e belli
in cui venisti per compiere l’eterna promessa,
in cui percorrevi, in groppa ad un asinello paziente,
strade cosparse di fiori e di ramoscelli,

in cui, col cuore gonfio di speranza e di coraggio,
fustigavi con forza quei vili mercanti,
quando, infine, fosti maestro? Il rimorso
non penetrò nel tuo fianco più in fondo della lancia?

– Quanto a me, uscirò certo volentieri
da un mondo in cui l’azione non è sorella del sogno;
possa io usare la spada e di spada perire!
San Pietro ha rinnegato Gesù… Ha fatto bene!

(da “I fiori del male”)

Romolo e Remo

Romolo e Remo
(
Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri Roma 26/10/1871 – Roma 21/12/1950)

Seconno er fatto storico romano,
come ce riccontava la maestra,
Romolo e Remo, dentro a ‘na canestra,
vennero giù pe’r fiume, da lontano.

Er vento poi li spinze su in ripiano,
in mezzo a quattro piante de ginestra,
e lì successe er sarvataggio extra,
rimasto pe li secoli un arcano.

‘Na lupa li sarvò, così li pupi,
succhiorno er latte suo come a ‘na balia
e crebbero co l’indole de lupi.

De fatti da li tempi ormai lontani
li discennenti succhieno l’Italia
e quer ch’è buffo è che nun sò romani.

Traduzione

Secondo il fatto storico romano,
come ci raccontava la maestra,
Romolo e Remo, dentro un canestro,
vennero giù per il fiume, da lontano.

Il vento poi li spinse su in ripiano,
in mezzo a quattro piante di ginestra,
e lì successe il salvataggio extra,
rimasto per i secoli un mistero.

Una lupa li salvò, così i pupi,
succhiarono il latte suo come ad una balia
e crebbero con l’indole dei lupi.

Difatti dai tempi ormai lontani
i discendenti succhiano l’Italia
e quel ch’è buffo è che non sono romani.

Toccare

Toccare
(Octavio Paz Città del Messico 31/3/1914 – Città del Messico 20/4/1998 – Premio Nobel per la letteratura 1990)

Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.

La signora della paura

La signora della paura
(Vivian Lamarque n. Tesero, TN 19/4/1946)

La paura era così grande, che la voce non le usciva più.
Come negli spaventati sogni della notte, come inseguita da adirati Dei dentro adirate fiere, fuggiva e fuggiva, dalle ombre.
Ma nel fuggire e fuggire, infine si arrestò. La paura era diventata così grande che bisognava ormai risponderle, esserci, prepararsi fermamente al disperato raduno delle forze.

(Poesie 1972-2002)

Crucé la frontera

Crucé la frontera
(Rigoberta Menchú Tum n. a Uspantàn, El Quichè, Guatemala il 9/1/1959)

Ho attraversato la frontiera carica di dignità
porto al fianco la bisaccia piena di tante cose
di questa terra piovosa.
Porto i ricordi millenari di Patrocinio,
i sandali che sono nati con me
l’odore della primavera
l’odore dei muschi
le carezze dei campi di mais
e i gloriosi calli dell’infanzia.
Ho attraversato la frontiera amore
tornerò domani quando la mamma torturata
tesserà un altro guipil multicolore
quando il papà bruciato vivo si alzerà di nuovo presto
per salutare il sole dai quattro cantoni
della nostra casa.
Allora ci sarà cura per tutti, ci sarà incenso
le risate dei piccoli indios, ci saranno allegre marimbas.
accenderanno lumi in ogni casa, in ogni fiume
per lavare la grande pentola al mattino.
Si accenderanno le torce, illumineranno le strade,
i dirupi, le rocce e i campi.