Specchio

Specchio
(
Sylvia Plath Boston, Massachusetts, USA 27/10/1932 – Londra, Regno Unito 11/2/1963 – Premio Pulitzer per la poesia 1982)

Sono esatto e d’argento, privo di preconcetti.
Qualunque cosa io veda subito l’inghiottisco
Tale e quale senza ombra di amore o disgusto.
Io non sono crudele, ma soltanto veritiero-
Quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
Il più del tempo rifletto sulla parete di fronte.
E’ rosa, macchiettata. Ormai da tanto la guardo che la sento
Un pezzo del mio cuore. Ma lei c’è e non c’è.
Visi e oscurità continuamente ci separano.

Adesso io sono un lago. Su me si china una donna
Cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.
Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
Ogni mattina il suo viso si alterna all’oscurità.
In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sporge incontro
Giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso..

23 ottobre 1961

(Da "Attraversando l’acqua")

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *