Invidia del pene

Invidia del pene
(Erica Jong n. a New York, USA il 26/3/1942)

Invidio l’uomo che desidera
con un vuoto senza fine
il corpo di una donna,
 
sperando che il desiderio
dia forma a un bambino,
che il vuoto stesso
fertilizzi il buio.
 
Le donne su questo non si illudono,
essendo al tempo stesso
case, tunnel,
coppieri e coppe,
conoscendo il vuoto come uno stato temporaneo
fra due pieni,
e non vedendo in questo niente di romantico.
 
Se fossi un uomo
condannata a quel vuoto senza fine,
e non avendo scelta in merito,
non c’è dubbio che, come gli altri,
troverei una donna e la battezzerei ventre di luna,
madonna, dea dai biondi capelli
e ne farei la tenda della mia brama,
il paracadute di seta della mia lussuria,
l’icona azzurro-occhiuta del sacro prurito
del mio sesso,
la madre della mia fame.
 
Ma poiché sono donna,
non devo solo ispirare la poesia
ma batterla anche a macchina,
non solo concepire il bambino
ma anche partorirlo,
non solo partorire il bambino
ma anche lavarlo,
non solo lavare il bambino
ma anche nutrirlo,
non solo nutrire il bambino
ma anche portarmelo dietro
dappertutto, dappertutto….
 
Mentre l’uomo scrive poesie
sui misteri della maternità.
 
Invidio l’uomo che desidera
con un vuoto senza fine.

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