Io desidero te, soltanto te

Io desidero te, soltanto te
(Rabindranath Tagore Calcutta, India 7/5/1861 – Santiniketan, India 7/8/1941 – Premio Nobel per la letteratura 1913)

Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.
Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
"Io desidero te, soltanto te".
Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
"Io desidero te, soltanto te".

 

 

 

Dedicata alla mia Signora che oggi compie 50 anni


AUGURI!!!!

Quale felicità…

Quale felicità…

(Albio Tibullo Gabii o Pedum 54 a.C. circa – Roma, 19 a.C.)

 

Quale felicità, mentre si è distesi,
ascoltare le raffiche dei venti
e stringere in tenero abbraccio la donna cui appartieni;
quando l’Austro nel tempo invernale verserà
acqua gelida dal cielo
cedere, senza pensieri, al sonno,
con il rumore invitante della pioggia!
Questo mi tocchi in sorte!…
Ora è il tempo di darci all’amore senza pensieri,
sin che non proviamo rossore nello scardinare le porte
e proviamo piacere nell’avvinghiarci in risse.
Quanto a questo, io sono condottiero e buon soldato:
voi, invece, vessilli e trombe, andate altrove, lontano:
agli uomini che ne sono vogliosi
recate ferite e recate pure ricchezze.
Io, senza pensieri per aver riposto nel granaio
il mio buon raccolto, guarderò dall’alto i ricchi,
e dall’alto guarderò anche la miseria.

 

(da Elegie, Liber primus)

 

Alessandra

Caro luogo

Caro luogo
(Umberto Saba Trieste 9/3/1883 – Gorizia 25/8/1957)

Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.

Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.

Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.

Se non fossi nato zingaro

Se non fossi nato zingaro
(Vittorio Mayer Pasquale soprannominato Spatzo Appiano sulla Strada del Vino, BZ 1927 – Bolognano d’Arco, TN 18/5/2005)
Spatzo nella lingua dei Sinti Estrekárja significa "uccellino, passero"

Se non fossi nato zingaro
non amerei la luce,
non godrei appieno
i colori dei fiori.
Se non avessi sofferto
non potrei aprire
il cuore alla speranza,
non sarei felice
di essere zingaro.
Se non fossi stato senza amore
non sentirei cosi forte
la gioia di un abbraccio,
la potenza di un respiro,
l’intensità di una carezza.
Se non fossi stato calpestato
proprio perché zingaro…
non sarei felice
d’essere un uomo zingaro.

Chase Henry

Chase Henry
(
Edgar Lee Masters Garnett, Kansas, Usa 23/8/1868 – Melrose, Pennsylvania, Usa 5/3/1950)

In vita ero l’ubriacone del paese;
quando morii il prete mi negò la sepoltura
in terra consacrata.
Il che si rivelò la mia fortuna.
Perché i Protestanti comprarono questo pezzo di terra,
e vi seppellirono il mio corpo,
vicino alla tomba del banchiere Nicholas
e di sua moglie Priscilla.
Prendete nota, anime prudenti e pie,
delle controcorrenti della vita
che portano onore ai morti, che vissero nell’onta.

(da Antologia di Spoon River 1916)

Fresca marina

Fresca marina
(
Salvatore Quasimodo Modica, RG 20/8/1901 – Napoli 14/6/1968 – Premio Nobel per la letteratura 1959)

A te assomiglio la mia vita d’uomo,
fresca marina che trai ciottoli e luce
e scordi a nuova onda
quella cui diede il suono
già il rimuovere dell’aria.

Se mi desti t’ascolto,
e ogni pausa è cielo in cui mi perdo,
serenità d’alberi a chiaro della notte.

Poesia a Giorgiana Masi

Poesia a Giorgiana Masi

(Raffaella Zajotti nata ad Orvieto nel 1982)

 

Dalla lapide a Giorgiana Masi:
“Se la rivoluzione di Ottobre fosse stata di Maggio,
se tu vivessi ancora,
se io non fossi impotente di fronte al tuo assassinio,
se la mia penna fosse un’arma vincente,
se la mia paura potesse esplodere nelle piazze,
coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola,
se l’averti conosciuta diventasse la nostra forza,
se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita nella nostra morte
almeno diventassero ghirlande nella lotta di noi tutte donne, se..
Non sarebbero le parole a cercare di affermare la verità,
ma la vita stessa, senza aggiungere altro”.

Oddio che male!

Ponte, ombra, farfalla, danza macabra, dissolvenza, puzza, respira, ama, anela, sogna tutto, caduta, oddio che male!occhi, non so che rispondere, silenzio, passi, tonfo sordo, sussurravi: oddio che male!

La farfalla agita il suo profumo contro la danza macabra del mondo
In essa non muore, anzi risorge!
Oddio che male!

Perché sia monito la puzza interminabile del sangue
della tua ombra che ha attraversato il ponte
restituendo la libertà alla morte
Oddio che male!

Perché il tuo sorriso mi guarda sconcertante,
con gli occhi limpidi che solo una madre, o una bambina adolescente
che il mondo è indegno di amare,
ed io non so cosa risponderti

nei tuoi passi il tonfo sordo del silenzio irraggiungibile
e mentre il tuo sguardo gridava per sempre,
la tua anima sussurrava a salvarsi:

Oddio che male!

E tutto il mondo sopra sparava, per non guardarsi negli occhi.

(da “Antologia di ammirazione femminile”, ed. Lieto Colle, a cura di “Il filo di Eloisa”, Ass. culturale Eloisa Manciati)

 

Da: www.radicalimasi.bo.it

Orazione funebre per una donna insignificante

Orazione funebre per una donna insignificante
(Scene di vicolo a Baghdad)
(Nazik al-Mala’ika Baghdad, Iraq 23/8/1923 – Il Cairo, Egitto 20/6/2007)

Ci ha lasciati senza un pallore di gota o un fremito di labbra
le porte non hanno sentito nessuno narrare della sua morte
nessuna tenda alle finestre stillante dolore
si è levata per seguire il suo feretro sino a che non scompaia dalla vista
a eccezione delle poche persone che si sono commosse al suo ricordo.
La notizia si è dissolta nei vicoli senza che il suo eco si diffondesse
e si è rifugiata nell’oblio di alcune fosse
la luna ha pianto questa tragedia.

La notte non se n’è curata e si è trasformata in giorno
Quindi è giunta la luce con le grida del lattaio, il digiuno,
il miagolio di un gatto affamato tutto pelle ed ossa,
le liti dei commercianti, l’amarezza, la lotta,
i bambini che lanciano pietre da un lato all’altro della strada,
le acque sporche nei canali e i venti che giocano da soli con le porte delle terrazze
in un oblio pressoché totale.

(Da: "Non ho peccato abbastanza", antologia di poetesse arabe contemporanee)

Nusch

Nusch
(
Paul Éluard pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel
Saint-Denis, Francia 14/12/1895 – Charenton-le-Pont, Francia 18/11/1952)

Sentimenti visibili
Vicinanza leggera
Chioma delle carezze

Senza ombre né dubbi
Dai agli occhi quel che vedono
Visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo
tra due specchi
Ti si perdono gli occhi nella notte
Per unir desiderio e risveglio.

(Trad. di Franco Fortini)